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Da Rosarno a Houston: gli studenti del Piria protagonisti al Festival dell’Aerospazio

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Un collegamento con Houston suggella il Festival dell’Aerospazio. Dalle aule del Piria di Rosarno a Houston, passando per l’Antartide e le grandi sfide della ricerca spaziale. Per gli studenti dell’IIS “R. Piria” di Rosarno, guidato dalla dirigente scolastica professoressa Mariarosaria Russo, è stata un’esperienza che ha portato il mondo della scienza molto più vicino alla loro realtà. L’occasione è stata la quarta edizione del Festival dell’Aerospazio di Olbia, una tre giorni di dibattiti, interventi e laboratori che ha messo in dialogo industria, ricerca, istituzioni, università, professionisti e studenti, creando un ponte concreto tra il mondo della formazione e quello dell’innovazione. A guidare la manifestazione è stata Astec – AeroSpace Technology Education Center, realtà fondata a Olbia dall’ingegnera aerospaziale Marilisa Pischedda, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla cultura scientifica, tecnologica e aerospaziale. Un rapporto, quello tra ASTEC e il “Piria”, che affonda le sue radici anche in una precedente collaborazione: gli studenti dell’istituto avevano già partecipato a un progetto STEM “DroneLab” vivendo un’esperienza concreta di confronto con le discipline scientifiche e tecnologiche. La partecipazione al Festival si è inserita dunque in un percorso già avviato, rafforzando un legame educativo fondato sulla curiosità, sulla sperimentazione e sull’apertura verso le nuove frontiere della ricerca. Coordinati dai Dipartimenti di Scienze e di Fisica, le studentesse e gli studenti hanno seguito in streaming gli appuntamenti del Festival, entrando in contatto con ricercatori, ingegneri, scienziati e professionisti impegnati ogni giorno sulle frontiere dell’innovazione. A catturare maggiormente la loro attenzione è stata la testimonianza di Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea e pilota della missione Artemis III, collegato da Houston. Ascoltare direttamente il racconto di un astronauta ha significato per gli studenti poter guardare oltre i libri di testo e scoprire il lungo percorso di preparazione, studio e sacrificio che sta dietro una missione spaziale. Tra le esperienze presentate c’è stata anche quella di Meganne Christian, scienziata selezionata nella riserva degli astronauti dell’ESA. Nel suo percorso professionale figura anche la permanenza presso la stazione di ricerca Concordia, in Antartide, uno degli ambienti più estremi della Terra, utilizzato anche per studiare condizioni utili alla preparazione delle future missioni umane nello spazio. Houston, l’Antartide, i laboratori e le missioni spaziali sono diventati così, per qualche ora, parte dell’orizzonte degli studenti medmei. Non più realtà lontane e quasi irraggiungibili, ma esempi concreti di ciò che lo studio e la ricerca possono rendere possibile. Gli stimoli ricevuti durante il Festival hanno spinto i ragazzi a elaborare idee, confrontarsi e progettare attività di approfondimento, trasformando l’esperienza in un’occasione di studio e creatività. Le discipline scientifiche affrontate tra i banchi hanno trovato così un collegamento diretto con il mondo reale e con professioni che guardano alle nuove frontiere della conoscenza. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata la Dirigente Scolastica Mariarosaria Russo, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’entusiasmo mostrato dagli studenti e per il lavoro dei docenti: «Seguire queste testimonianze ha permesso ai nostri ragazzi di guardare oltre i confini consueti e di comprendere quanto lo studio e la ricerca possano aprire strade straordinarie. Ascoltare Luca Parmitano, conoscere esperienze di ricerca in ambienti estremi come l’Antartide e confrontarsi con scienziati e professionisti ha rappresentato un’importante occasione di crescita. Sono particolarmente soddisfatta dell’entusiasmo dimostrato dai nostri studenti e della loro volontà di trasformare ciò che hanno appreso in nuove attività e progetti. Nei prossimi giorni, l’osservatorio astronomico della sede centrale diventerà un vero e proprio laboratorio di sperimentazione, formazione e innovazione, offrendo agli studenti nuove opportunità per avvicinarsi alla ricerca e alle scienze astronomiche attraverso attività pratiche e coinvolgenti, in particolare nell’ambito del PN2021-27”. . Per gli studenti è rimasta soprattutto una consapevolezza: i grandi traguardi non cominciano nello spazio, ma sulla Terra, tra i banchi di scuola, con la curiosità di conoscere, sperimentare e guardare oltre ogni confine.