
I due consiglieri affermano che il sindaco «scrive di legalità e democrazia, lui, che assieme ad un paio di personaggi subdoli ha imposto una sorta di regime dittatoriale assolutistico, spacciandolo per liberale e progressista, o con me o contro di me, il confronto è roba di altri tempi! Lui – scrivono ancora Cento e Savastano – il Re, con l’aiuto dei suoi sottoposti, si dimena nella spasmodica ricerca di prove, atte a dimostrare alla Città, che lui e solo lui impersona la legalità, l’antimafia, la trasparenza, la correttezza politica».
«Parla di ripicche e di inciuci, – affermano riferendosi al sindaco Bellofiore – agitando le sue scartoffie. Parla e scrive di interessi personalistici a cui lui, il Re, povero martire, non cederà, a costo delle dimissioni! E nel mentre prepara con estrema minuziosità la favoletta delle dimissioni, libera i suoi adepti alla ricerca di un “pentito” della minoranza, che ricompenserà, magari assicurando un incarico politico o chissà cos’altro, per l’ultima volta. Nel frattempo, – aggiungono – ha pensato bene a non entrare nel merito del nostro emendamento, tentando di distoglierne l’attenzione con attacchi diffamatori e gratuiti, evitando di conseguenza di relazionare la sua proposta di bilancio o di confrontarsi con il partito. Evidentemente, – si legge ancora – a differenza della nostra proposta, nella sua, che non ha nulla a che vedere con i bisogni della Città e dei Cittadini, invece si nascondono sprechi, intenzionali aumenti relativi alle aliquote Imu (negozi e laboratori artigianali, magazzini) ed altri madornali errori sui conteggi delle tariffe».
Nella lunga nota Cento e Savastano parlano delle proposte contenute nella loro proposta di variazione di Bilancio e lo fanno con una serie di domande retoriche. «Aver chiesto di istituire un fondo per indagini epidemiologiche – scrivono -, al fine di conoscere lo stato di salute dei cittadini allarmati da continue e persistenti emergenze sanitarie ed ambientali che vive la nostra città, è un interesse personalistico? Aver chiesto di istituire un fondo per indagini sulla qualità dell’aria e dell’ambiente, considerato che nel nostro territorio insistono impianti altamente inquinanti (Inceneritore, Depuratore, Discariche, Mega-porto) è un interesse personalistico? Abbiamo chiesto un fondo per una borsa di studio per coloro che conseguiranno, nell’anno scolastico 2013-2014, la licenza di scuola secondaria di primo grado e si apprestano a frequentare licei e altre scuole superiori, spesso distanti dalla nostra città, è un interesse personalistico?»
E ancora «Aver chiesto di esternalizzare la manodopera relativa all’attività di raccolta differenziata, attraverso cooperative sociali di lavoro, creando così 30 nuovi posti di lavoro a favore delle fasce più deboli, come previsto dal progetto redatto da Savastano e come annunciato dall’oggi sindaco Renato Bellofiore durante la campagna elettorale, è un interesse mafioso? Aver proposto un fondo per la progettazione e realizzazione di un piano di viabilità urbana, isole pedonali, piste ciclabili, parcheggi, non solo al lungomare, ma in tutta la città, è un interesse personale? Avere preteso di azzerare un capitolo di spesa per 180 mila euro la cui descrizione riportava “prestazioni di servizio Piana Ambiente”, nel quale probabilmente si nascondono altri sprechi, visto che la stessa società non esiste più e non può avere rapporti con il comune, è un interesse personalistico o è opportuno informare i cittadini, la Corte dei Conti, la Procura della Repubblica?
Quale interesse personale – continuano a chiedere Cento e Savastano – nell’aver chiesto di smetterla con i noleggi che costano alla comunità 310 mila euro l’anno visto che con molto meno gli automezzi si possono acquistare? Quale vantaggio per i cittadini spendere 200 mila euro in più all’anno per il noleggio di 8 piccoli automezzi quando con la stessa somma se ne possono acquistare almeno 12? Dov’è il nostro interesse personale e mafioso nel voler ridurre quest’altro scempio di denaro pubblico?»
Si legge inoltre: «Aver preteso l’azzeramento di spese per 105 mila euro riguardanti attrezzature per la raccolta differenziata visto che tutta la città è servita, è un interesse personalistico o un controllo sulla spesa pubblica? E ancora, è illegittima la nostra pretesa di essere contrari al pagamento di 20 mila euro per l’affitto di un deposito privato che contiene documenti dell’ufficio per l’impiego, quando lo stesso Comune è proprietario di diversi immobili che non vengono utilizzati? Noi, come probabilmente tutti i cittadini, non solo la riteniamo una spesa illegittima, ma piuttosto una vergogna, condivisa dal Sindaco e dall’intera Giunta compiacente»
I due consiglieri concludono la loro nota affermando: «Il tutto, per un totale di quasi 700 mila euro di sperperi che con il nostro emendamento abbiamo tentato di fermare, proponendo di impiegarli a beneficio concreto della Città e della comunità, per la tutela della salute pubblica, dell’ambiente, a favore del lavoro e dell’istruzione. Una proposta che non solo non è illegale, ma è formulata in base ad un diritto previsto dalle leggi e dai regolamenti comunali, laddove il parere dei Revisori dei conti, così come quello dei Funzionari, non è vincolante secondo la giurisprudenza consolidata».





