Per molti è stato un parroco, per altri un confessore, un educatore, una guida
spirituale. Per intere generazioni di giovani è stato semplicemente una presenza costante,
capace di ascoltare, incoraggiare e accompagnare. La celebrazione del cinquantesimo
anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Fra Ilario Scali ha riportato alla memoria una storia
che attraversa decenni di vita ecclesiale e umana, lasciando un segno profondo nelle comunità
che ha servito.
La ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell’ordinazione presbiterale di Fra Ilario si
inserisce inoltre nel contesto dell’VIII Centenario della Pasqua di San Francesco. Un
anniversario che la Provincia Italiana dell’Immacolata Concezione dei Frati Minori Conventuali
ha voluto ricordare con una lettera ufficiale del Ministro Provinciale, Fra Salvatore Maria
Pulizzotto, che ha definito il sacerdote un esempio di servizio vissuto pienamente secondo lo
spirito francescano.
Nato a Locri il 18 gennaio 1948, Fra Ilario ha frequentato il ginnasio a Fossanova e a Cava dei
Tirreni prima di intraprendere il cammino francescano. Ha iniziato l’anno di noviziato nel
settembre del 1966 presso il Sacro Convento di Assisi, emettendo la professione semplice il 17
settembre 1967. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo “Padre G. Rocco”, ha
proseguito gli studi teologici presso il Collegio Internazionale Seraphicum e la Pontificia Facoltà
Teologica “San Bonaventura”, conseguendo il baccellierato nel 1974 e la licenza in Cristologia
nel 1982.
Il 13 giugno 1976, a Roma, è stato ordinato sacerdote.
Gran parte della sua vita ministeriale si è intrecciata con la storia di Palmi. Dal 1976 al 1999 è
stato di comunità presso il Convento-Parrocchia Madonna del Rosario, dove ha svolto numerosi
incarichi: insegnante di religione presso l’Istituto Statale d’Arte, vicario parrocchiale, animatore
della pastorale giovanile, responsabile del gruppo “Giovani verso Assisi”, parroco e cappellano
dell’Ospedale Civile “Francesco Pentimalli”.
Sono stati anni intensi, durante i quali ha accompagnato generazioni di giovani, costruendo
relazioni che ancora oggi rappresentano una parte importante della memoria collettiva della
comunità palmese.
Dal 1999 al 2007 è stato di comunità a Castrovillari, presso il Convento-Parrocchia “San
Francesco di Paola”, dove ha svolto il servizio di cappellano presso l’ospedale civile e l’istituto
penitenziario, vicario parrocchiale e assistente spirituale delle monache Clarisse di Rossano.
Tra il 2001 e il 2003 ha frequentato i corsi per il conseguimento del Master in Pastorale
Sanitaria presso l’Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria “Camillianum” di Roma.
Dal 2007 è stato parroco della Parrocchia Sacro Cuore di Catanzaro Lido, ricoprendo anche
l’incarico di legale rappresentante ed economo della Custodia di Calabria. Dal novembre 2014
al novembre 2023 è stato inoltre cappellano della Casa Circondariale di Siano.
Il 9 ottobre 2019 è stato eletto Guardiano del Convento “San Bernardino da Siena” di Amantea
e parroco della parrocchia “San Biagio”. Dal 17 ottobre 2022 è tornato a vivere nella comunità
francescana di Palmi, dove continua ancora oggi a collaborare nelle attività pastorali. Ed è
proprio a Palmi che la mattina del 13 giugno 2026 sono stati celebrati i 50 anni di sacerdozio,
alla presenza del Parroco, Fra Massimiliano Di Pasquale, molte autorità religiose, civili e militari
e numerosi sacerdoti della città.
A tracciare il ritratto più autentico di Fra Ilario è stato il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-
Tropea, monsignor Attilio Nostro, che durante l’omelia ha scelto di raccontare non soltanto il
sacerdote, ma soprattutto l’uomo e l’educatore.
Il presule ha ricordato il legame personale che lo unisce a Fra Ilario e la capacità del religioso di
essere punto di riferimento per chiunque gli si avvicinasse. Tra i tratti che maggiormente lo
hanno colpito, mons. Nostro ha evidenziato il sorriso, la fedeltà alla propria vocazione, il senso
di responsabilità, la cortesia e quella delicatezza che gli ha consentito di entrare nel cuore di
tante persone.
Ma il cuore dell’omelia è stato il rapporto con i giovani.
«Se oggi siamo diventati adulti, molto lo dobbiamo alla sua capacità di esserci», ha affermato il
vescovo.
Una presenza che significava soprattutto disponibilità a donare il proprio tempo.
«Con i giovani bisogna perdere tempo», ha detto mons. Nostro, ricordando le giornate trascorse
da Fra Ilario accanto ai ragazzi, ascoltandoli, accompagnandoli e condividendo con loro gioie e
difficoltà.
«Ti arrabbi con loro, ridi con loro, piangi con loro e per loro», ha aggiunto il presule.
Secondo il vescovo, il sacerdote francescano ha aiutato intere generazioni a scoprire la propria
identità e la propria vocazione umana e cristiana.
«Ogni ragazzo che tu stacchi dal televisore, dal computer, dal cellulare, dai suoi pensieri e dalla
sua tristezza, gli fai capire in fondo una vocazione cristiana», ha osservato.
L’omelia si è poi soffermata sul tema della paternità spirituale. Monsignor Nostro ha parlato
della capacità di creare legami che vanno oltre quelli familiari, relazioni fondate sull’amore,
sull’ascolto e sulla fede.
«Quanto è bello essere considerato padre di qualcuno, madre di qualcuno, nonno di qualcuno»,
ha affermato.
Per il vescovo, infatti, una delle eredità più importanti lasciate da Fra Ilario consiste proprio
nell’aver generato relazioni autentiche, capaci di trasformare la vita delle persone.
Richiamando l’esempio ricevuto lungo il proprio cammino, il presule ha invitato l’intera comunità
a fare altrettanto, diventando punto di riferimento per le nuove generazioni.
«Potete diventare il padre o la madre di qualche giovane», ha detto, esortando i presenti a
trasmettere fiducia e speranza a chi fatica a credere in sé stesso.
Un messaggio che si è trasformato in una vera e propria consegna alla comunità: non smettere
di investire sui giovani e non smettere di dedicare loro tempo, perché quel tempo non è mai
perduto.
Anche la Provincia Italiana dell’Immacolata Concezione dei Frati Minori Conventuali ha voluto
rendere omaggio a Fra Ilario attraverso una lettera del Ministro Provinciale Fra Salvatore Maria
Pulizzotto.
«Hai vissuto in pienezza il tuo ministero a servizio dei fratelli lì dove l’obbedienza ti ha inviato e
dietro l’esempio di San Francesco ti sei fatto tutto a tutti», scrive il Ministro Provinciale.
Parole che sintetizzano efficacemente una vita trascorsa tra parrocchie, ospedali, carceri e
comunità religiose, sempre al servizio delle persone.
Al termine della celebrazione, Fra Massimiliano, a nome della fraternità francescana, ha rivolto
un sentito ringraziamento a tutte le autorità religiose, civili e militari presenti, ai sacerdoti, ai
religiosi e alle religiose, alle associazioni ecclesiali e ai numerosi fedeli intervenuti.
Un saluto particolare è stato rivolto dal Parroco Fra Massimiliano a Monsignor Attilio Nostro, al
Ministro Provinciale Fra Salvatore Maria Pulizzotto, ai rappresentanti della famiglia francescana,
alla Ministra regionale dell’Ordine Francescano Secolare della Calabria, Franca Caruso, e a tutti
coloro che hanno voluto condividere questo importante momento di festa.
Cinquant’anni dopo quel 13 giugno 1976, il cammino di Fra Ilario continua ancora. Un percorso
costruito attraverso migliaia di incontri, parole di conforto, sorrisi e gesti di vicinanza. Un
ministero che ha attraversato generazioni e territori diversi, lasciando un segno profondo nella
vita di chi lo ha incontrato.
Forse proprio nelle parole di mons. Attilio Nostro si trova la sintesi più autentica di questa storia:
il tempo donato agli altri non è mai tempo perso. È il luogo in cui nasce la speranza, cresce una
comunità e si costruisce il futuro.





