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Comunali Cinquefrondi, cosa succede in città?

A due mesi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Conia e Rinascita in pole per palazzo Manferoce. Tiepida uscita del PD ma i competitor si fanno attendere

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Palazzo Manferoce, sede del municipio di Cinquefrondi

Archiviato il referendum costituzionale che ha visto i cinquefrondesi alle prese con il Sì e il No, un’altra – e probabilmente più sentita – chiamata alle urne attende la città con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative del prossimo 24 e 25 maggio necessarie a insediare una guida a palazzo Manferoce dopo l’esito delle ultime comunali tenutesi il 20 settembre del 2020. Allora fu una vera e propria acclamazione per Rinascita per Cinquefrondi e il suo candidato a sindaco, Michele Conia, che intercettarono quasi il 75% dei consensi consolidando una leadership riconosciuta gettando le basi per una consiliatura senza scossoni, trascorsa quasi sul velluto, viste poi le convulse dinamiche accadute ai banchi dell’opposizione sfociate nell’indebolimento e conseguente frammentazione della minoranza.

A distanza di 5 anni e 8 mesi i cinquefrondesi saranno nuovamente interpellati per stabilire la governance politico-amministrativa della città ma a soli due mesi dalle urne, a parte qualche debole segnale, il panorama politico cittadino non presenta ancora novità di rilievo. La compagine di Rinascita, già dal giugno del 2025, ha dato ha sapere chi sarebbe stato il candidato a sindaco, confermando, all’unanimità, il sindaco uscente il quale, con un certo pragmatismo, ha rivelato informalmente, attraverso una diretta social ad inizio febbraio, i componenti della nuova lista attesi al battesimo della piazza il prossimo 28 marzo.

Stupisce però, e non poco, il silenzio se non addirittura l’assenza “tattica” di competitor ufficiali di altre formazioni politiche. Nell’agosto del 2025 avevamo dato notizia che la civica Prospettiva per Cinquefrondi aveva lanciato, senza esitazioni, Anselmo Scappatura come leader anti-Conia. Del resto egli stesso, in tempi non sospetti aveva dichiarato la propria disponibilità, da commissario cittadino di Forza Italia, a fare un passo avanti nell’agorà nonostante qualche baruffa interna. Da allora, uno strategico fuoco di paglia? Nel frattempo, il circolo di Fratelli d’Italia di Marco Cascarano pare il convitato di pietra in un consesso dove anche gli esponenti cittadini della Lega – leggasi Maria Caridi – starebbero cercando, in mancanza di reciproci endorsement, sponde per una eventuale civica d’area. Progetto che si realizzerà? Con il tempo che scarseggia e a circa un mese dalla presentazione ufficiale delle liste occorre stare a vedere.

Diversa invece la posizione per la locale sezione del Partito Democratico alle prese, negli ultimi tempi, con una serie di ufficiose riunioni fiume alcune, sembrerebbe, anche politicamente trasversali, susseguitesi per cercare di trovare la quadratura di un cerchio davvero difficile da inquadrare atteso anche che, ufficialmente, la stessa sezione non avrebbe convocato gli iscritti per una discussione seria e unitaria sulle comunali che bussano alle porte. Epperò, il colpo di scena è maturato in queste ultime ore con l’affissione di un manifesto indirizzato alla cittadinanza con il quale, in sintesi, si dà conto di un cantiere civico pronto a sostenere gli impegni della imminente campagna elettorale. Un manifesto che, sebbene non chiarisca nulla in termini di nomi e candidati, esplicita l’intenzione di una presenza alla competizione elettorale dei democratici con dichiarazioni di principio dal sapore di chiamata a raccolta. Resta la domanda: sarà il sempreverde Michele Galimi l’underdog che sovvertirà i pronostici e si proporrà per il suo terzo mandato non consecutivo o ci sarà spazio per un rinnovamento strutturale con nomi e volti nuovi attinti dal bacino del partito misti al tessuto sociale della città? Il punto di partenza dovrebbe essere la disastrosa esperienza di SiAmo Cinquefrondi del 2020 che ha lasciato ferite politiche profondissime in tutte le componenti di allora.

Una cosa è certa. Se niente è come sembra, i movimenti sotto traccia stanno cercando di sciogliere nodi e veti contrapposti per evitare che Conia con Rinascita possa correre da solo. Ipotesi politica che non sarebbe né un bene tantomeno un bel segnale per la democrazia cittadina. Sulla questione, infatti, non sono mancati, da più parti, rumors sull’affacciarsi di una lista “civetta” che, da semplice teoria aleatoria bollata come goliardia da bar, avrebbe acquisito via via una certa consistenza in carenza di competitor. Sarebbe l’effetto di una polverizzazione vicina all’azzeramento delle minoranze che, in questi anni, hanno visto svuotarsi le opposizioni di contenuti. Dentro e fuori il Consiglio.