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C’è una Gioia… dipinta

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Poco tempo fa, scendevo in auto lungo la via Serra a Gioia Tauro, la mia città, per dirigermi verso il rione Marina. Ad un tratto ho visto una scena inusuale: un pittore in azione costruiva un racconto con i colori, sul muro confinante con la sede dell’Associazione Pensionati della città.

Mi è venuto spontaneo rallentare per guardare e, mentre proseguivo, pensavo a quella cosa bella che stava prendendo vita.

Un muro dipinto è un quadro all’aperto che si offre alla città, è fatto di segni e significati e ognuno vi coglie quelli più vicini alla propria esperienza e alle sue passioni.

È bastato un attimo per riconoscere in quelle prime linee le figure di due lavoratrici della nostra terra, e pensare al grande contributo che le nostre donne hanno dato da sempre all’economia del territorio.

La schiena ricurva della donna dipinta con pochi tratti decisi mi ha riportato alla produzione poetica di un mio collega, Antonio Orso che, affascinato dalla bellezza dei nostri uliveti, li ha descritti nelle sue numerose poesie sulla natura e sul lavoro umano.

Così pure ho ripensato ad un testo composto dalle professoresse Franca de Luca e Carmelina Giacobbe, nel quale le protagoniste sono le famose “bagnarote” del rione marina, abili venditrici di pesci, mogli dei pescatori, possenti donne che trasportavano la mercanzia nelle ceste poggiate in testa su una coroncina di stoffa per non farsi male.

E poi… che abiti portavano! Era il trionfo delle gonne ampie e arricciate, cucite con metri e metri di stoffa

E così via… chissà quanti riferimenti, quanti lieti ricordi, quante persone amanti della cultura del luogo possono venir ricordate semplicemente scorrendo la striscia del maestro Petrolo!

Nel corso dei giorni, quel quadro si è arricchito fino al compimento e all’inaugurazione del 1° Luglio 2021.

Il tutto è nato dalla passione artistica di uno dei pensionati che frequentano l’associazione presieduta dal Cavaliere Natal Zucco e l’artista è il maestro Franco Petrolo da Sant’Onofrio, ormai naturalizzato gioiese, che vanta numerosi premi ed esposizioni in diverse località calabresi ed extraregionali.

Stupisce il calore con cui l’artista si è innamorato di Gioia Tauro e l’entusiasmo con cui presta la sua opera per abbellire la città

L’autore e l’associazione hanno accettato con immenso piacere la proposta del presidente di abbellire la sede e la strada con un murales dai molti significati, tutti legati ad attività e passioni vissute dai cittadini gioiesi: lavoro, sport, religione, tradizioni, usi, costumi.

Ci riconosciamo, infatti, in personaggi, oggetti, stemmi, edifici, simboli che appartengono alla storia della città.

È un racconto per immagini che ci affascina e ci rimanda ad un grande libro in cui ora c’è il passato fissato nel dipinto, manca il futuro che affidiamo ai giovani, ai loro sogni, alle loro attività, alle loro iniziative e alla loro creatività. Il futuro è da scrivere e fissare con tutte le modalità (anche artistiche) di cui saranno capaci i nostri giovani.

Se passi oggi, meglio a piedi, puoi distinguere le immagini che identificano la città nei suoi vari aspetti: l’emigrazione rappresentata dal treno, la vita quotidiana con le donne alla fontana dei Tre Canali, la vita amministrativa col municipio, l’attività dei pescatori, delle bagnarote, delle raccoglitrici di olive, la vita religiosa con l’immagine della Madonna di Portosalvo, di Sant’Ippolito, di San Francesco di Paola, la storia antica con il personaggio di Costanza Granata che salvò dai saraceni gli arredi sacri dell’antica chiesa di Sant’Ippolito situata al Piano delle Fosse e oggi dedicata all’adorazione e a Sant’Antonio.

Davanti alle immagini non resti muto, perché ognuno ha un ricordo da esporre, una sensazione da trasmettere, un luogo da ricordare, un’esperienza da raccontare.

Anziché radunarci intorno a un tavolo ci poniamo davanti al dipinto, che è come una grande striscia a fumetti dove noi stessi da spettatori diveniamo attori e protagonisti, raccontiamo con parole di ieri e di oggi, confrontiamo usi e costumi, rileviamo le differenze e le problematiche non ancora sepolte.

Come insegnante non posso che rilevare il valore didattico dell’opera per la ricchezza educativa dei temi trattati. Così, con l’insegnante gli alunni possono esaudire le curiosità stimolate dal lungo dipinto. Sarà più facile e motivata l’espressione orale e soprattutto quella scritta perché nata dall’esperienza semplice e diretta derivata dall’opera d’arte esposta in città, all’aperto… in una strada.

L’associazione che ha sostenuto le spese per l’esecuzione del murales gode anche di un cortile che si affaccia su una strada laterale: anche lì prendono vita alcuni personaggi gioiesi che faranno compagnia alle piante di cui il cortile si adornerà a breve.

È bello che si manifestino i talenti dei nostri concittadini, servono da esempio per tutti, guidano verso la libertà di espressione, ma secondo le regole della comunità.

Ogni talento che viene fuori, all’attenzione, è un tesoro da tenere caro perché è la creatività che riempie di gioia i nostri cuori.

È la creatività che rinnova ed unisce, provoca, suggerisce, fissa e racconta il presente e il passato di una comunità.

L’intuizione del presidente Zucco e del pittore Petrolo si è realizzata a beneficio dei cittadini e di coloro che, da curiosi spettatori del tempo, vogliono cogliere una ricca e sapiente sintesi attraverso il murales tanto espressivo e completo.

                                                                               Liù Frascà

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