PALMI – Termina a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, la latitanza di Antonio Caia, 43 anni, ritenuto uno dei latitanti più pericolosi d’Italia.
I carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e della compagnia di Palmi, con l’ausilio dei Cacciatori di Vibo Valentia lo hanno trovato nella notte (guarda il video), nascosto in un’abitazione, all’interno della quale c’erano anche diverse armi, un kalashnikov, munizioni e della sostanza stupefacente.
Caia si trovava con la moglie Concetta Gioffrè, ed un altro uomo, risultato essere proprietario della casa.
«Ancora un brillante risultato nell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta. Ringrazio l’Arma dei carabinieri che sotto la guida della Dda ha perseguito con intelligenza e determinazione questo risultato».
Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio, Michele Prestipino dopo l’arresto del latitante Antonio Caia. 
«Caia – ha aggiunto Prestipino – è un pericolosissimo esponente di una delle cosche del territorio di Seminara condannato per associazione mafiosa ed estorsione. Il suo arresto costituisce un momento significativo per scompaginare la struttura organizzata di quelle cosche e per impedire loro di continuare nelle attività illecite in quel territorio».
Caia, originario di Seminara, era latitante dall’aprile del 2009, da quando è riuscito a sfuggire all’operazione dei carabinieri denominata “Artemisia”, che ha portato all’arresto di diversi presunti esponenti della locale di Seminara.
Nel 2007 l’uomo riuscì a sopravvivere a un agguato nel territorio di Seminara mentre si trovava insieme a Carmelo Romeo a bordo di uno scooter. Qualcuno gli scaricò contro alcuni colpi di lupara. I due furono gravemente feriti, ma se la cavarono.
Era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di associazione mafiosa ed estorsione.





