Nel pomeriggio di ieri, 24 agosto 2026, operatori della Squadra Mobile della Questura di
Reggio Calabria hanno tratto in arresto un cinquantanovenne originario di Siderno (RC) che, il 15
luglio scorso, si era sottratto all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa
dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, richiesta della Direzione
Distrettuale Antimafia del capoluogo etneo, all’esito di una complessa attività d’indagine finalizzata
a ricostruire le dinamiche connesse ad un vasto traffico internazionale di stupefacenti organizzato
da soggetti catanesi i quali, per alcuni specifici aspetti, si erano rivolti ai loro contatti calabresi
particolarmente esperti nel settore.
Alcuni tra gli indagati, inoltre, sono accusati di aver agito con metodo mafioso ed al fine di
agevolare le attività del clan CAPPELLO-BONACCORSI.
In tale contesto, secondo le attuali risultanze di indagine e fatto salvo il principio di non
colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, l’uomo di Locri, in concorso con altri catanesi,
avrebbe tentato di importare in Italia un ingente quantitativo di cocaina, quasi due tonnellate,
partecipando attivamente alle ricerche del carico che era stato abbandonato in mare da altri sodali,
poco a largo delle coste catanesi.
Il recupero della droga, poi, non era andato a buon fine per il tempestivo intervento dei
militari della Guardia di Finanza.
Acquisita la notizia della irreperibilità dell’uomo, gli investigatori della Squadra Mobile
reggina, che ben conoscono il soggetto in ragione anche dei suoi precedenti per reati in materia
associazione mafiosa di tipo ‘ndranghetistico, stupefacenti, armi ed estorsione, hanno subito avviato
un’attività discreta di osservazione di luoghi e persone che, in passato, sono stati frequentati
dall’indagato.
Ieri pomeriggio, in una località costiera dell’alto ionico reggino, i poliziotti di Reggio
Calabria hanno notato due persone che si accingevano a raggiungere la spiaggia di uno stabilimento
balneare e, insospettiti dalle movenze di uno dei due, si sono avvicinati riconoscendo
immediatamente il ricercato.
Quest’ultimo, che aveva al seguito un documento di identità con false generalità, durante le
fasi dell’arresto, ha tentato di disfarsi dello smartphone, subito recuperato dagli agenti, gettandolo in
mare.





