Una tempesta perfetta si sta abbattendo sulle pompe di benzina della Calabria, tra venti di guerra e manovre speculative che mettono in ginocchio l’economia regionale. CLAAI Energia Calabria denuncia con forza l’insostenibilità dei prezzi attuali: oggi la benzina ha raggiunto 1,98 €/litro e il gasolio l’esorbitante quota di 2,29 €/litro, con rincari lampo di oltre 25 centesimi.
Il peso del conflitto e la speculazione
L’aggravarsi delle tensioni e il conflitto in Iran stanno destabilizzando i mercati energetici mondiali, ma per CLAAI Energia Calabria questo non può diventare il paravento per nuove speculazioni delle grandi compagnie a discapito dei piccoli gestori e dei cittadini.
“La guerra in Iran sta causando un aumento vertiginoso del prezzo dei carburanti che va fermato immediatamente,” dichiara Ferruccio Schiavello, portavoce di CLAAI Energia Calabria. “Non possiamo permettere che i venti di guerra diventino l’ennesimo pretesto per arricchire i colossi del petrolio mentre i gestori calabresi vedono sparire i propri margini e i consumatori sono costretti a sacrifici impossibili. Serve un intervento diplomatico e normativo per bloccare questa deriva.”
Gestori e consumatori: un destino comune
I gestori dei distributori, paradossalmente, sono le prime vittime: a fronte di prezzi record, il loro margine rimane fisso e irrisorio, mentre i costi di gestione elettrica e logistica esplodono. Il rischio reale è il blocco totale del trasporto merci e della mobilità privata in Calabria.
L’appello al Governo
CLAAI Energia Calabria chiede ufficialmente l’apertura di un tavolo ministeriale urgente. È necessario intervenire su due fronti:
1. Calmierare i prezzi alla pompa per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini.
2. Sostenere i gestori per compensare le perdite subite e garantire la sopravvivenza delle attività sul territorio.
“La situazione non è più sostenibile. Se non si interviene ora, il sistema distributivo calabrese rischia il default.”
Ufficio Stampa CLAAI Energia Calabria





