La “visita di cortesia” da parte degli sgherri di Trump al Presidente della Regione Occhiuto
dimostra, qualora ce ne fosse stato ulteriormente bisogno, come la nostra regione sia sottoposta ad una
duplice, e per questo ancora più malsana, opera di colonizzazione.
A quella interna che si perpetua quotidianamente tra progetti di autonomia differenziata, storno di
fondi del PNRR da destinare a regioni ritenute più virtuose e commissariamento della sanità, soldi
dell’alta velocità sottratti e territorio che crolla, solo per elencarne alcuni di problemi – si aggiunge quella
esterna degli USA, in cui la costituzione di nuovi equilibri globali lascia sempre meno spazio alle
mediazioni e alle posizioni indipendenti o almeno apparentemente tali.
Tant’è che in questi giorni ci è toccato assistere a dinamiche che ricalcano molto quelle dei bulli di
quartiere, ma su scala planetaria, come dimostra questo primo scorcio di 2026.
Così, se in passato le ingerenze statunitensi venivano accolte quasi di soppiatto o mediante
strategie occulte, adesso comprimendo gli spazi di dibattito democratico a livello internazionale, non c’è
nemmeno il bisogno di nascondere o comunque edulcorare la realtà, ma si procede attraverso diktat da
imporre al più debole, nonostante le dichiarazioni dello stesso Occhiuto che dopo mesi di proclami ha
accettato senza colpo ferire di capitolare, porgendo il fianco all’embargo cubano!
D’altronde chi può disporre a proprio piacimento di strutture sanitarie pubbliche e private, –
chiamandosi i medici di suo piacimento a farsi curare per poi regalagli una bella cattedra(!!) ( tutto senza
vergogna ) -così come del personale, con ogni probabilità non ha la reale percezione delle condizioni
tragicomiche della sanità calabrese.
Le umiliazioni e le difficoltà dei malati e delle loro famiglie, il tutto istituzionalizzato da quello
stesso Presidente della regione, che nelle vesti di commissario della sanità, si è rivelato essere più che
altro un curatore fallimentare che per l’ennesima volta ha giocato al ribasso sulla pelle dei calabresi, come
dimostra quest’ultima vicenda che, al di là delle sue ambizioni nazionali, certifica uno spessore politico da
assemblea condominiale, con l’ambasciatore americano a dettargli l’agenda dei lavori in Calabria a
tavolino o poco più.
Pertanto, oggi più che mai ci appare doveroso, mettere le cose in chiaro e dire un doppio NO a chi
pensa che per l’ennesima volta si possa decidere sulle nostre teste: diciamo NO, a chi pensa di usare la
Calabria e le sue difficoltà per giochetti di stampo neocoloniale e per dare una spallata al popolo cubano
che ci ha porto la mano quando ne avevamo bisogno, ma soprattutto diciamo NO a chi si improvvisa
giocatore baro d’azzardo e mette sul piatto le condizioni sanitarie di un’intera regione senza avere
certezze in cambio che vadano al di là della mera convenienza politica personale.
Non ci presteremo a tutto ciò. Pretendiamo rispetto, dignità e cure per il popolo calabrese!





