Altalenando, il passato insegna

Gli interventi della rubrica “Altalenando” sono curati dall’Adic, l’associazione donne insegnanti calabresi

Gli interventi della rubrica “Altalenando” sono curati dall’Adic, l’associazione donne insegnanti calabresi:

Il 9 – 12 – 2018 in occasione dell’incontro tenutosi alla “Casa del fanciullo” di Gioia Tauro nel ricordo del sacerdote gioiese Francesco Riso, le socie dell’A.D.I.C ed un folto numero di gioiesi hanno vissuto una serata di storia e di emozioni.

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L’organizzazione è stata curata dalla prof.ssa Miriam Costa, presidente della delegazione Lega Navale che a Gioia Tauro offre iniziative culturali, didattiche e sportive con al centro il mare, le attività marittime, la difesa delle coste.

L’iniziativa offerta all’assemblea gioiese è partita dalla cittadina di Rizziconi e dalla associazione culturale”Novecento”.

L’incontro ha avuto come voce narrante il dott. Antonio Catananti, autore di un volume dal titolo “Riso tra le schegge”.

Il testo ricorda don Francesco Riso in un particolare momento della sua vita, quando nel 1943 fu bombardata la cittadina di Rizziconi in cui esercitava il suo sacerdozio. Nella sala, con parole e immagini vengono ricordati i giorni della guerra e le stragi di inermi.

Don Riso da poco sacerdote si trova in mezzo alle schegge, resta sul campo, incurante del pericolo, abbraccia i corpi feriti per portarli dal medico del paese o somministrare l’estrema unzione o copre i resti dei giovani morti.

Così, in un’intervista del 1985 vediamo don Riso ritornare sui luoghi delle stragi e leggere nella lapide-ricordo i nomi dei morti, tra cui molti bambini e ragazzi.

Il video è impressionante, c’è la forza della verità della guerra e l’orrore ad essa collegato. Ci sono le foto di ogni vittima che sovrastano le immagini dei luoghi di morte, c’è una musica dolce che trascina lo spettatore e lo sospende in un tempo immobile perché quei visi ora non sorridono più. Nasce uno stupore di silenzio che solo la musica ed il canto struggente può occupare.

Resta il non detto, quelle cose che don Riso stesso nella intervista non ha voluto raccontare per tenerle nel proprio animo come cosa intima e irripetibile in quanto umanamente inaccettabile per l’atrocità delle cose viste e vissute.

Don Riso chiamava”suoi” i morti di Rizziconi, il ricordo lo ha accompagnato per tutta la vita.

Alla fine del video continua il silenzio del dolore e sentiamo dentro di noi la gratitudine verso l’azione generosa di don Riso, giovane sacerdote, forte di braccia e di cuore.

Il parroco don Antonio Scordo si unisce alla commozione dei presenti.

Il video ha una valenza didattica, è riproponibile per le scuole: l’orrore della guerra proprio nel nostro territorio si mostra vivo e suggerisce pensieri positivi sulla necessità della pace e della convivenza civile. Le immagini finali della liberazione fanno esplodere dentro di noi la gioia della libertà che va sicuramente curata e mantenuta.

Liù Frascà
Socia A.D.I.C.

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