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Al via a Palmi l’iniziativa Libro Sospeso

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Viviamo in una società a compartimenti stagno, impermeabili l’uno all’altro, in cui raramente ci si
interessa delle vicende che riguardano altri. E se gli “altri” sono le persone detenute, questa
impermeabilità s’irrobustisce e sigilla ogni filtro, perché si crede erroneamente che le vicende di chi
sta pagando il suo debito con la società non siano più questioni d’interesse civile.
Il progetto “Libro sospeso” cerca di scalfire idealmente questo muro, coinvolgendo la collettività in
un percorso di rieducazione degno di nota.
Si tratta di una pregevole iniziativa solidale, nata dalla collaborazione fra istituzioni e privati,
attraverso cui sarà possibile acquistare un libro da donare alla biblioteca della Casa Circondariale di
Palmi.
Tutto nasce da un’idea della Direttrice del carcere di Palmi, Dott.ssa Marianna Stendardo, e dalla
Funzionaria giuridico-pedagogica, Dott.ssa Ivana Anastasi, unitamente ad AIGA (Associazione
Italiana Giovani Avvocati), sezione di Palmi, presieduta dall’Avv. Giovanna Zampogna, in
collaborazione con La Garante Regionale delle Persone Private della Libertà, Avv. Giovanna Russo,
e ONAC, l’Osservatorio nazionale sulle carceri di Aiga, la cui responsabile per la Calabria è l’Avv.
Cristina Giovenale. Il progetto ha preso vita in seguito alla visita effettuata dai componenti della
locale sezione AIGA alla Casa Circondariale di Palmi lo scorso 25 marzo e da lì, in seguito alla
proposta della Direttrice Stendardo, i “giovani” dell’avvocatura palmese hanno deciso di sposare
l’iniziativa e di promuoverla.
A supporto c’è il Mondadori Point di Palmi, la cui Store manager, Emanuela Gioffrè, ha risposto
con interesse e sensibilità.
Il progetto è semplicissimo: fino al 31 agosto, si potrà accedere in libreria e acquistare un libro, che
sarà donato alla biblioteca della casa circondariale e di cui potranno usufruire le persone detenute.
Al di là del gesto materiale dell’acquisto e di quello simbolico del dono, è il risultato finale a cui
bisogna rivolgere il pensiero: il carcere è una realtà, che, anche logisticamente, condivide spazi del
territorio su cui si muove liberamente il cittadino, ma pensare che le persone private della libertà
personale non possano più condividere le stesse emozioni, gli stessi desideri, gli stessi interessi di
coloro che godono del bene della libertà va contro il senso di umanità che distingue gli uomini nel
catalogo delle specie animali.
Ritenere che la dimensione del carcere sia solo quella afflittiva è una visione comune, ma parziale,
della funzione della pena, la cui finalità rieducativa dotrebbe diventare un concetto compreso e
condiviso anche dalla società civile.
A chi aderirà all’iniziativa, magari trovandosi in libreria per acquistare un libro per sé, in vista delle
vacanze al mare sotto l’ombrellone o di un viaggio in località esotiche, suggeriamo di pensare anche
a coloro a cui viaggiare sarà concesso solo con la fantasia e a cui il viaggio ideale, attraverso le
“storie di altri” e le “vite di altri”, regalerà una parentesi di serenità e un’occasione per meditare e
riflettere su di sé e su quei delicatissimi valori sociali che devono essere custoditi, tutelati e,
soprattutto, recuperati.