In occasione del novantesimo compleanno dell’avvocato Armando Veneto, la Camera Penale di Palmi ha promosso una manifestazione nazionale che si terrà il 14 e 15 novembre presso la Casa della Cultura, dedicata alla riflessione sulla riforma costituzionale relativa alla separazione delle carriere dei magistrati.
Il tema scelto, “Orizzonti della riforma: Vicina la separazione – Lontano il processo ad armi pari”, richiama una questione centrale per l’avvocatura e per il sistema giustizia: il rapporto tra l’assetto ordinamentale delineato dal disegno di legge costituzionale e la pratica quotidiana del processo penale.
La scelta di Palmi come sede dell’incontro non è casuale. L’avv. Veneto, figura di riferimento per il movimento dei penalisti italiani, ha incarnato con rigore e passione civile l’impegno per le garanzie dell’accusato e per la difesa dei principi del giusto processo. La sua opera ha contribuito a definire l’identità politica del garantismo, opponendosi con forza alle derive punitive e alle distorsioni del sistema.
La discussione pubblica sulla separazione delle carriere si inserisce in un contesto complesso, dove l’autonomia della magistratura si è rafforzata, ma al tempo stesso si è indebolita la capacità della politica di tutelare la cornice valoriale entro cui dovrebbero operare i poteri pubblici. Il potere giudiziario, alimentato da un’espansione del diritto punitivo, ha assunto un ruolo sempre più centrale, spesso oltre i confini costituzionali della separazione dei poteri.
In questo scenario, la riforma costituzionale rappresenta un percorso in controtendenza rispetto alle linee evolutive della giustizia penale. Se intesa come strumento per riequilibrare il rapporto tra accusa e difesa e restituire al giudice terzietà e indipendenza interna, essa dovrà affrontare resistenze profonde, radicate nella cultura inquisitoria e paternalistica che ancora permea il sistema.
La manifestazione sarà anche un momento di riconoscimento collettivo per l’avv. Armando Veneto, la cui visione ha ispirato generazioni di penalisti. In un tempo in cui le libertà individuali rischiano di essere marginalizzate, il suo pensiero resta un punto di riferimento per chi continua a credere nella centralità dell’uomo e nella necessità di un processo realmente giusto.





