Il tema delle figure di supporto agli alunni disabili nelle scuole è sempre una problematica che investe le famiglie. Famiglie che troppo spesso devono ricorrere in Tribunale per vedersi garantito un diritto, sia per gli specialisti del sostegno che per gli assistenti educativi.
Si mercanteggia sempre adducendo spesso e volentieri problematiche di risorse, nonostante sentenze della Cassazione stabiliscono che di fronte a un diritto allo studio dei disabili non esiste alcuna mancanza di fondi.
Fondi che negli ultimi anni vengono erogati perfino dal Governo centrale direttamente ai Comuni.
Con procedimento 47/2023 RGAC Tribunale di Palmi, una famiglia ha fatto ricorso in base sulla base di quanto previsto dall’articolo 700 perché il Comune di Palmi avrebbe tenuto una condotta discriminatoria, attribuendo una assistenza specialistica educativa inferiore a quella prevista dal PEI.
Con decreto del 17 gennaio del 2023 è stata ordinata al Comune di Palmi la cessazione della condotta discriminatoria, con l’esecuzione delle previsioni del PEI e l’erogazione del servizio di assistenza specialistica di educatore professionale per 15 ore settimanali nei termini richiesti dal ricorso.
Costituitosi in giudizio sia il Comune di Palmi che la Scuola, e dopo svariate udienze, il Ministero del Merito è stato condannato alla rifusione delle spese della fase cautelare in complessive 3503,00 per onorari, oltre alle spese vive, alle spese generali al 15%,IVA e CPA da distrarsi in favore del procuratore antistatario e compensa interamente le spese del Comune di Palmi.
Non ha però condannato l’Ente – come prassi e giurisprudenza – per degli errori macroscopici riportati nell’ordinanza, fatti dalla Scuola.
Si tratta di una sentenza innovativa in quanto stabilisce ruolo e compiti della scuola e degli Enti preposti che – ribadiamo – sono:
- il dirigente scolastico a seguito della elaborazione del PEI, richiede al Comune la figura dell’assistente educativo per un numero di ore stabilite;
- il Comune deve garantire quanto richiesto dalla scuola;
- non è possibile modificare né trasferire i fondi alle Scuole, né varirare il numero delle ore prestabilite dal PEI;
- se viene fatto un bando, il Comune deve semplicemente prendere latto della richiesta del dirigente scolastico;
Come Associazione crediamo che sia una operazione elementare che si scontra con la poca accortezza degli enti preposti e con la paura delle famiglie che chiedono e pretendono un sacrosanto diritto.
L’azione proposta dalla famiglia in oggetto, alla quale va tutta la nostra ammirazione, anche perché ha operato in silenzio e senza pubblicità, raccomandando la privacy, deve servire da pungolo e ci auguriamo che le famiglie trovino il coraggio di denunciare episodi del genere, in quanto un diritto non è un favore e di fronte ai ragazzi che non hanno voce è necessario proteggerli.
Vito Crea
Presidente ASSOCIAZIONE ADDA





