Con poche, agili battute d’ala otto giovani nibbi reali, arrivati dalla Svizzera il 23 giugno scorso, ieri sono usciti dalle due voliere di ambientamento che li hanno ospitati per un mese e ora volano nell’area protetta del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Si tratta della prima di una serie di operazioni di rilascio che l’Ente Parco, grazie al progetto LIFE MILVUS ed al supporto di aree donatrici europee, ha in programma di attuare nell’arco di alcuni anni per reintrodurre questa specie, scomparsa vari decenni or sono soprattutto a causa del bracconaggio.
I giovani rapaci rilasciati il 27 luglio scorso hanno origini svizzere: prelevati all’età di circa 4-5 settimane in nidi localizzati nel Cantone di Friburgo, grazie alla collaborazione di vari enti ed ornitologi svizzeri, sono stati quindi traslocati nel Parco Nazionale Aspromonte e, qui, ospitati in voliere di ambientamento sono stati liberati dopo aver completato la prevista fase di crescita.
Il 25 luglio 2023, dunque, un team di ornitologi dell’Associazione CERM e dell’Associazione StOrCal ha portato a termine le operazioni pre-rilascio che hanno permesso di dotare i giovani rapaci di anelli di identificazione (uno metallico ed uno colorato di blu con lettere bianche), nonché di dispositivi GPS/GSM che ne consentiranno la localizzazione oltre al monitoraggio costante degli spostamenti.
Olimpia Lai, veterinaria dell’Università di Bari, ha controllato il loro stato di benessere prelevando campioni biologici. Le attività sono state svolte presso l’area di rilascio con il coordinamento del responsabile del progetto, Luca Pelle, e la collaborazione del personale della Cooperativa “Tutela dell’Aspromonte”. Presente all’evento, il Presidente Autelitano, che ha seguito con interesse ed entusiasmo le attività. “Questo rilascio, ha dichiarato Autelitano, è una tappa importante per il ritorno di questa specie splendida ed utile, un obiettivo che rientra appieno nella missione di conservazione e ripristino della biodiversità che è prerogativa di un parco e che può essere perseguito grazie all’impegno di molte e diverse professionalità, locali e non”.




