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Palmi, i fedeli della Santa Famiglia festeggiano Don Sofrà per il suo dottorato in teologia

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Oggi alla Parrocchia Santa Famiglia di Palmi sono previsti gioiosi festeggiamenti in onore del parroco don Giuseppe Sofrà. I suoi amati fedeli, approfittando anche dell’incontro sinodale presieduto dal Vescovo Milito “La Chiesa che ama” che si terrà nel tardo pomeriggio nell’Auditorium parrocchiale, lo accoglieranno, assieme a Sua Eccellenza e a tutto il popolo della Diocesi per festeggiare la brillante conclusione del suo percorso di studi accademici: il 7 febbraio infatti,  Don Giuseppe si è recato presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma per conseguire il 𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐓𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐂𝐚𝐭𝐞𝐜𝐡𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 “𝐼𝑙 𝑐𝑎𝑡𝑐ℎ𝑖𝑠𝑚𝑢𝑠 𝑐𝑎𝑡ℎ𝑜𝑙𝑖𝑐𝑢𝑠 (1930) 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑑. 𝑃𝑖𝑒𝑡𝑟𝑜 𝐺𝑎𝑠𝑝𝑎𝑟𝑟𝑖. 𝑈𝑛 𝑚𝑎𝑛𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑎𝑡𝑒𝑐ℎ𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑢𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑙𝑒”, che ha ottenuto il plauso del relatore, Don Giuseppe Biancardi, sdb; del gruppo di parrocchiani palmesi presenti, del 𝐯𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯o della Diocesi di Oppido-Palmi, S.E. 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐌𝐢𝐥𝐢𝐭𝐨, e di mons. Marcianò, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia.

Quella di oggi sarà non solo una festa per celebrare un percorso di studi, ma per ringraziare un parroco che negli anni ha ricostruito una parrocchia partendo dai bambini, tramute numerosissime iniziative che li coinvolgono; dai giovani, puntando su gruppi come gli Scout e l’Azione Cattolica, contando sul valido aiuto di  giovani sacerdoti dalla grande spiritualità come don Francesco Muratori prima e don Vincenzo Condello poi.

La Santa Famiglia è diventata così la parrocchia dell’accoglienza, che non esclude mai nessuno ed evita le preferenze di persone, e lo fa attraverso eventi di aggregazione per unire più fedeli possibili. Tanti i momenti di unione (le sagre), di incontro e gioco con la Polisportiva Academy; di offerta e servizio col Gruppo Marta; senza dimenticare poi le numerose iniziative organizzate assieme al gruppo Caritas, che ha permesso a famiglie bisognose e a mondi stranieri di bussare alla porta di questa Famiglia Santa. 

Don Giuseppe ha visto poi sorgere nuove “chiese” sulla roccia di nuovi quartieri, come San Gaetano, o si pensi alla nuova cura della chiesetta di Sant’Elia, o il servizio ai fedeli di Barritteri. Senza contare poi il sorgere di nuovi gruppi come Il Cenacolo Natuzza, il Gruppo Anime del Purgatorio e il “Divina Misericordia”.

La pastorale di Don Sofrà vuole infine riscoprire la potenza della preghiera, in particolare nella forma ignaziana, una preghiera di familiarità, conversazione, che vuole gettare i semi di una relazione duratura con la grande famiglia che lui stesso ha creato. Una famiglia che oggi lo stringe in un abbraccio di gratitudine.