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Laureana, ancora ferme le attività di reinserimento del Daga

L'unica nota positiva arriva dai corsi serali per adulti

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Il "Daga" di Laureana
Il "Daga" di Laureana

Continuano a vedersi, seppur a sprazzi, i frutti della collaborazione tra la casa di reclusione “Daga” e le istituzioni scolastiche della città.

Già istituto carcerario a custodia attenuata che, nel corso degli anni e dopo varie peripezie, continua a operare a Laureana di Borrello, seppur con fini evidentemente diversi, e diremmo meno nobili, da quelli immaginati dal suo fondatore Paolo Quattrone.

Sembra infatti che il regime carcerario dell’istituto si sia lentamente modificato per volere del DAP, affinchè continuasse ad operare.

Attualmente “ospita” trentuno detenuti, di diverse nazionalità, nonostante la possibilità ricettiva di numeri molto più alti, in cui, però, le attività lavorative di reinserimento sembra essere ferme.

Si ricorderanno le grandi serre coperte che per anni sono state utilizzate alla floricoltura e alla grande officina di falegnameria oltre ai laboratori di creazioni artistiche che, a fronte di un contratto, impiegava i detenuti, oltre alle attività culturali come le rappresentazioni teatrali, i corsi scolastici e quelli professionalizzanti.

Un po’ tutto sottotono, ormai, come l’attenzione verso questa struttura che è andata scemando.

Ciò nondimeno, non mancano le iniziative e il supporto dell’Istituto tecnico commerciale “Piria” che con la sua dirigente Maria Rosaria Russo mantiene quel filo necessario ad unire due mondi, certamente diametralmente opposti, ma, che per molti, rappresenta la prova concreta che un’altra strada è possibile.

E’ di questi giorni la notizia, infatti, a risultati pubblicati, che uno degli ospiti, un giovane del 1986, di nazionalità straniera, è stato impegnato il 29, 30 e 31 maggio scorso, a sostenere gli esami di ammissione al quinto anno per la maturità commerciale.

Lo stesso, inserito nel contesto dei corsi serali per adulti offerti dall’Istituto Tecnico, ha potuto prepararsi grazie all’attività di un gruppo di volontari, tra i quali insegnanti in pensione, impegnati in attività di alfabetizzazione scolastica destinata ai detenuti.

Percorsi già ampiamente collaudati e certamente non nuovi per l’istituto carcerario che ricorda, nei suoi annali, il diploma di ben cinque detenuti negli esami dell’anno scolastico 2010, con un corso allora sostenuto dall’assessorato provinciale alla cultura Tucci con la preside Russo.