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Ranuccio dal palco: “Sogno la rivoluzione, cambiamo insieme Palmi”

Il più giovane tra i candidati a sindaco ha dato il via ai comizi elettorali in piazza I Maggio

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“Cambiamo Palmi, insieme”. Il claim è quello scelto da Giuseppe Ranuccio per la sua campagna elettorale, e contiene insieme il senso e lo scopo della sua candidatura: cambiare la città.

Ruota tutto, quasi tutto, attorno alla parola cambiamento, ripetuta più volte ieri sera durante il comizio elettorale in piazza I Maggio.

A Ranuccio, il più giovane dei candidati a sindaco di questa tornata elettorale, il compito di aprire la “stagione” dei comizi in piazza.

E’ salito sul palco poco dopo del 20 e dinanzi ad una piazza I Maggio gremita ha parlato per 45 minuti, raccontando la Palmi che ha in mente di realizzare, la Palmi che lui e la sua squadra vorrebbero costruire nei prossimi cinque anni, se l’esito delle urne darà loro la vittoria.

“La Palmi che abbiamo in mente – ha detto – è fatta da un insieme di piccole cose che noi tutti vorremmo realizzare, ed è per questo che non vogliamo affatto promettervi la luna sapendo già di non potervela dare. Vogliamo solo lavorare per una Palmi più vivibile, una Palmi in cui se piove un po’ più forte le case non si allagano, in cui il verde è il colore che primeggia, in cui il turismo c’è davvero”.

Con la freschezza e la determinazione di un ragazzo non ancora trentenne, Giuseppe Ranuccio ha affrontato la piazza e raccontato la rivoluzione che ha in mente: “culturale e sociale – ha detto – una rivoluzione soprattutto generazionale”.

Prima del comizio sono stati presentati i candidati nelle liste a suo sostegno, che sono saliti tutti sul palco.

“Come si fa la rivoluzione? Bisogna sognare, ed io sogno – ha concluso Ranuccio – Sogno una città nuova, una città vivibile, una città colorata, una città frizzante. Sogno una città senza barriere, una città comoda, una città solidale, una città per ogni età. Sogno una città culturale, una città turistica, una città ospitale, una città vissuta. Sogno una città coraggiosa, una città spavalda, una città commerciale, una città guida. Io sogno, noi sogniamo. Facciamola, allora, questa rivoluzione”.