Era il 7 gennaio 2016 quando il presidente della regione Calabria, Oliverio, dopo aver fatto visita alla tendopoli di San Ferdinando, ha affermato che la situazione della tendopoli era “non degna del vivere civile” e che perciò sarebbe stato necessario agire al più presto per dare dignità a quel luogo e a chi lo abitava. Nello stesso giorno Oliverio afferma di aver concordato con il prefetto di Reggio Calabria (dottor Sammartino) un percorso per fronteggiare l’emergenza ed attivare un intervento umanitario.
A un anno da queste parole, nulla è cambiato. Amnesty International – Gruppo 242 Palmi si è recato domenica 15 gennaio alla tendopoli per fornire qualche bene di prima necessità ai migranti che “alloggiano” nel campo, in questa occasione ha potuto notare il pessimo stato in cui versa la tendopoli.
«Come gruppo Amnesty e come singole persone riteniamo che le condizioni di vita all’interno della tendopoli di San Ferdinando siano disumane – si legge in una nota stampa diramata da Amnesty International Gruppo 242 Palmi – Cumuli di spazzatura circondano all’esterno il campo e ne riempiono l’interno, carcasse di animali giacciono in mezzo alla spazzatura, il fango è ovunque e (stando a quello che ci hanno riportato alcuni “abitanti”) la fornitura di elettricità non è sempre costante. Questi e altri problemi rendono poco o per nulla dignitosa la sopravvivenza all’interno della tendopoli.
Chiediamo alle istituzioni competenti che venga preso atto di ciò e che si provveda affinché si crei un’alternativa umana e dignitosa per le persone che per i più svariati motivi sono costrette a vivere in questo luogo di non-umanità».




