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Barone dice addio alla politica. “Non mi ricandido”

Il sindaco di Palmi conferma l'intenzione espressa in consiglio comunale martedì, salutando (forse per sempre) la politica

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Il sindaco di Palmi, Giovanni Barone
Il sindaco di Palmi, Giovanni Barone
Non sarà Barone bis. Lo aveva annunciato in consiglio comunale due giorni fa, lo ha ribadito oggi ai quotidiani locali Gazzetta del Sud e Quotidiano del Sud: Giovanni Barone non sarà candidato alle prossime elezioni amministrative.

Quelle che lo volevano ancora in corsa per la poltrona di sindaco a palazzo San Nicola nel 2017, erano molto più che insistenti voci, perché da ambienti politici vicini all’attuale primo cittadino, giungevano notizie circa la sua volontà di ripresentarsi a sindaco, già a lavoro per costruire una nuova squadra. Invece all’improvviso è tutto cambiato.

“La morte di un caro amico quale era Pasquale Frisina, esempio di uomo politico che amava questa città, mi ha spinto a riflettere sulla necessità di vivere una vita in cui la famiglia ed i propri cari abbiano le giuste attenzioni – aveva detto Barone durante l’assise di martedì scorso – Per questo non dobbiamo avere paura di fermarci a riflettere, fare delle pause”.

Difficile però pensare che sulla decisione di Giovanni Barone non abbiano pesato i tanti incidenti di percorso che hanno caratterizzato il suo mandato. La storia di villa Pietrosa, le dimissioni di Giuseppe Mattiani dalla carica di vicesindaco dettate dalla confisca del patrimonio immobiliare alla sua famiglia, giunte dopo la trovata dell’autospsoensione dalla carica a seguito della condanna del padre in primo grado per favoreggiamento mafioso. E poi l’arresto dei consiglieri di maggioranza Giuseppe Isola e Gabriele Parisi, il primo attualmente a processo per tentata concussione ed il secondo accusato di associazione mafiosa.

E poi due rimpasti di giunta forzati, le polemiche sul Psc, il sequestro di un manufatto abusivo in cemento nella villa al mare del presidente del consiglio comunale Muscari e, per finire, l’allontanamento di Antonio Papalia dopo aver avuto conferma che la maggioranza di cui fa parte non lo ha sostenuto alle elezioni di domenica al consiglio metropolitano. Quattro anni e mezzo non proprio brillanti che, al di là dei risultati rivendicati dal sindaco dalle colonne dei giornali locali (“Il programma proposto cinque anni fa è stato sostanzialmente realizzato già alla fine del terzo anno di mandato, anzi è stato fatto molto di più”, scrive Ivan Pugliese su Gazzetta del Sud) saranno ricordati per altri episodi.

Un passo indietro che sa di sconfitta, nonostante le motivazioni non politiche fornite dal primo cittadino. Chi, infatti, credendo di aver operato bene per la propria città, non proverebbe a fare ancora meglio?