Ha conquistato da protagonista la coppa del mondo, ha giocato per anni nella Roma dopo essere cresciuto nella Reggina e aver indossato le maglie di Juventus, Bari e Chievo Verona. E’ uno dei calciatori calabresi più importanti della storia e, nonostante viva a Roma ormai da molto tempo, il suo cuore è legato alla Calabria, alla sua gente e alle sue bellezze. Simone Perrotta ha 39 anni e da tre ha smesso di giocare a calcio. Fa parte del consiglio federale della Figc e all’interno dell’associazione calciatori si occupa del settore giovanile scolastico.
Lo abbiamo chiamato a poche ore dal debutto agli europei della squadra di Antonio Conte contro il Belgio.
Tra i convocati non ci sono calciatori calabresi. Nella nazionale campione del mondo 10 anni fa eravate in tre. Oltre a te c’erano Gennaro Gattuso e Vincenzo Iaquinta. E’ una casualità o il calcio calabrese sta vivendo un momento difficile?
Credo che non ci sia un collegamento diretto e che sia solo una casualità che tra i convocati del commissario tecnico non ci siano calciatori calabresi. Berardi si è giocato fino all’ultimo le sue possibilità e avrebbe potuto essere all’interno della rosa azzurra. Il calcio calabrese quest’anno ha compiuto una impresa importante con il Crotone promosso in serie A, che ha dominato gran parte del campionato nella serie cadetta. Anche il Cosenza ha fatto una buona stagione.
Hai parlato di Berardi, credi che abbia la stoffa, i colpi e il carattere per diventare un campione di caratura internazionale?
Non lo conosco personalmente ma l’ho seguito in questi anni al Sassuolo dove ha giocato molto bene e ha dimostrato di essere un giocatore di talento. La tecnica ed i colpi non gli mancano, considerato che ancora non ha compiuto 22 anni. Presto andrà a giocare in un top club e dovrà avere la stessa continuità e la stessa personalità che ha dimostrato al Sassuolo.
Con l’associazione calciatori ti stai occupando del settore giovanile e scolastico. Hai avuto modo di vedere qualche giocatore calabrese che ha la possibilità di emergere?
Di calciatori interessanti se ne vedono tanti nei settori giovanili in tutte le regioni di Italia. Il problema è che è impossibile dire quali abbiano le capacità per emergere per come sono strutturati in questo momento i campionati. Dovremmo prendere esempio da altre nazioni europee che hanno riformato tutte le categorie e fatto in modo che le squadre giovanili avessero la possibilità di confrontarsi in tornei competitivi. In italia quello primavera è un campionato giovanile che non permette ai giocatori di confrontarsi con il calcio vero ed i campionati minori, anche la serie d, hanno altre dinamiche che mettono in difficoltà i giocatori giovani non abituati a quel tipo di pressioni. Una ipotesi di riforma che mi convince è quella già realizzata in altre nazioni europee dove le grandi società hanno le seconde squadre nelle serie minori. In questo modo i calciatori hanno la possibilità di crescere nel modo giusto e di non arrivare impreparati in prima squadra.
Hai giocato nella Reggina e sei cresciuto nel vivaio amaranto, che effetto ti fa non vedere la Reggina nel calcio professionistico?
Mi dispiace molto, la società spera nel ripescaggio in lega Pro e mi auguro che il prossimo anno gli amaranto non giochino in serie D. La Reggina ha disputato tanti campionati in serie A e merita palcoscenici più consoni alla sua storia a al calore dei suoi tifosi.
Hai vissuto da ragazzino molti anni a Reggio, che ricordi hai della nostra provincia?
E’ un territorio che conosco bene e che mi piace molto. Ho ancora tanti amici tra le persone conosciute in quegli anni. Il mio testimone di nozze è di Siderno e molti cari amici sono calabresi. Sono legato a tutta la regione. La Calabria è bellissima, chi non la conosce, leggendo solo le notizie di cronaca, si fa spesso idee strane pensando che si viva chissà come. Abbiamo posti incantevoli e gente accogliente e meravigliosa. Io sto a Roma ma grazie ai miei genitori che sono in Calabria è come se vivessi ancora lì. Sono legatissimo alla mia regiore e la difenderò sempre.
Prima di lasciarci un’ultima curiosità. In futuro farai l’allenatore? pochi giorni fa il tuo mome è stato accostato alla panchina della Maceratese.
L’ho saputo da alcuni amici che hanno chiamato per chiedermi se fosse vera questa notizia della Maceratese. Non c’è stato nessun contatto e mi ha fatto molto sorridere che se ne sia parlato. Non farò l’allenatore e per evitare di essere tentato da possibili chiamate ho evitato anche di frequentare il corso e di prendere il patentino.




