PALMI – L’hanno presa con le mani in pasta, mentre usciva da un supermercato di Palmi con mille euro nella borsa, ricevuto da un uomo a cui doveva consegnare una relazione per evitare il carcere.
Così Maria Grazia Galletta, 53 anni, assistente sociale di Marina di Gioiaosa Jonica in servizio a Reggio Calabria, è stata arrestata con l’accusa di concussione ai danno di un uomo, condannato a quattro mesi di reclusione, che aveva chiesto una misura alternativa ala carcere, da ottenere solo a seguito di una relazione che proprio la Galletta avrebbe dovuto stilare.
Per fare questo, la donna ha chiesto all’uomo il pagamento di una “mazzetta”; in caso si fosse sottratto al pagamento, lei non avrebbe redatto la relazione e l’uomo sarebbe finito in carcere.
Ma il malcapitato non si è arreso ed ha denunciato il fatto alla polizia, a Palmi, che ha da subito avviato un’attività di indagine per accertare se quanto denunciato dall’uomo fosse vero.
La Galletta è stata così intercettata, pedinata e filmata, sulla base delle disposizioni date dai sostituti procuratori presso la Procura di Palmi, Andrea Papalia e Luigi Iglio, e quando le prove sono state sufficienti, è stato architettato un incontro tra l’assistente sociale e l’uomo, per la consegna del denaro.
Ieri mattina, alle 9, davanti ad un supermercato vicino la casa circondariale, la donna ha ricevuto dall’uomo i mille euro come acconto per la redazione della relazione, ma una volta salita in macchina, gli agenti del commissariato di polizia di Palmi, le hanno messo le manette ai polsi, dichiarandola in stato di arresto.
«L’operazione è stata eseguita brillantemente dagli agenti del commissariato di polizia di Palmi – ha detto il procuratore capo Giuseppe Creazzo in conferenza stampa – Abbiamo smascherato un funzionario dello Stato che si comportava da delinquente, facendo leva sulle difficoltà dell’uomo condannato a scontare i quattro mesi in carcere».
«E’ una risposta concreta ai tanti che invocano giustizia perché vittime di pressioni o minacce – ha aggiunto il questore di Reggio Calabria Guido Longo – E’ squallido e odioso approfittare delle debolezze altrui».
«La donna si mostrava determinata nel chiedere i soldi alla sua vittima – ha spiegato il vice questore aggiunto Fabio Catalano, dirigente del commissariato di Palmi – Le sue parole ci fanno pensare che l’uomo di Palmi non sia stato l’unica vittima della sua prepotenza, ma che vi siano altre persone che hanno dovuto pagare la “mazzetta” alla donna».





