
ROSARNO – Sono stati rinviati tutti a giudizio i 35 indagati coinvolti nell’operazione denominata “Migrantes”.
L’inchiesta, coordinata dalla procura di Palmi è partita dopo la rivolta dei migranti a Rosarno.
Le indagini dimostrarono che nonostante la ribellione e gli scontri avvenuti all’inizio del 2010, non era cessato lo sfruttamento della manodopera in nero dei migranti e neanche il fenomeno del caporalato.
Nella richiesta presentata al gup, il procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo e il sostituto Andrea Papalia hanno contestato agli imputati i reati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera clandestina straniera e la truffa.
Dalle indagini sono emersi molti episodi di minacce e di aggressioni. In alcuni casi i braccianti africani al termine del loro lavoro non venivano neanche retribuiti.





