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Rosarno, sui mastelli l’assessore Lavorato alla minoranza: “Le regole si discutono prima, non dopo”

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L’assessore comunale di Rosarno Arturo Lavorato interviene con una lunga e articolata replica alle osservazioni dei consiglieri di minoranza Michele Filippo Italiano e Cosma Ferrarini sulla disciplina relativa all’esposizione dei mastelli per la raccolta differenziata. Una risposta che rivendica il percorso istituzionale del regolamento, contesta la posizione assunta oggi dalla minoranza e richiama la necessità di discutere le norme nelle sedi opportune, senza trasformare l’applicazione delle regole in uno scontro politico. Di seguito, il testo integrale della nota dell’assessore.

La risposta dell’assessore Arturo Lavorato ai consiglieri di minoranza

Leggo l’intervento dei consiglieri di minoranza Michele Filippo Italiano e Cosma Ferrarini sulla disciplina relativa all’esposizione dei mastelli e ritengo doveroso fare chiarezza, soprattutto nei confronti dei cittadini.

Lo faccio da assessore, ma prima ancora da amministratore che ogni giorno è impegnato sul campo per affrontare i problemi della nostra città.

Partiamo da un punto fondamentale: le regole sulla gestione dei rifiuti non sono state inventate oggi dall’Amministrazione comunale. Sono contenute nel Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani e per l’igiene urbana, che ha seguito il proprio percorso istituzionale prima di arrivare all’approvazione del Consiglio comunale.

E qui, inevitabilmente, nasce una domanda. Dove erano i consiglieri Italiano e Ferrarini quando quel regolamento è stato discusso nelle sedi istituzionali?

I due consiglieri fanno parte della Commissione consiliare permanente che ha esaminato il regolamento prima del suo passaggio in Consiglio comunale.

E, soprattutto, hanno espressamente accettato e approvato quanto previsto dal regolamento, comprese le disposizioni relative alle modalità di esposizione, al ritiro dei mastelli e alle conseguenze previste in caso di inosservanza.

Allora la domanda che rivolgo loro è molto semplice:

PERCHÉ AVETE APPROVATO IL REGOLAMENTO E NON AVETE SOLLEVATO PRIMA QUESTI PROBLEMI?

Perché non avete chiesto di modificare quelle disposizioni?

Perché non avete proposto una diversa disciplina?

Perché non avete manifestato nelle sedi istituzionali le stesse perplessità che oggi affidate alla stampa?

Perché oggi, soltanto quando quelle regole vengono concretamente applicate, si cerca di far passare l’idea che l’Amministrazione abbia introdotto improvvisamente un sistema irragionevole?

Questo è il punto politico sul quale credo che i cittadini meritino una risposta.

Non si può partecipare al percorso istituzionale di formazione di un regolamento, accettarne e approvarne le disposizioni, e poi, quando quelle stesse disposizioni vengono applicate, prendere le distanze e raccontare una storia diversa sui giornali.

Il regolamento non è un menù alla carta: non si possono accettare le norme quando vengono discusse e poi contestarle quando diventano operative.

Se c’erano criticità, era quello il momento di segnalarle.

Se c’erano cittadini che vivevano in condizioni particolari, era quello il momento di chiedere una disciplina specifica.

Se si riteneva necessario prevedere maggiore flessibilità, era quello il momento di proporre una modifica.

Le istituzioni esistono proprio per questo.

Io non ho alcun problema a discutere delle criticità e, se necessario, a valutare eventuali correttivi. Sono il primo a voler ascoltare i cittadini e a voler trovare soluzioni alle situazioni realmente problematiche.

Ma una cosa è confrontarsi seriamente sulle modalità di applicazione di una norma.

Un’altra cosa è cercare di contrapporre i cittadini all’Amministrazione comunale, facendo apparire come una decisione arbitraria dell’Amministrazione ciò che invece è previsto da un regolamento che ha seguito il proprio iter istituzionale.

L’obiettivo della disciplina sulla raccolta differenziata è molto semplice: garantire decoro, igiene, ordine e un corretto funzionamento del servizio.

E credo che nessuno possa sostenere seriamente che lasciare permanentemente i mastelli sulla strada sia una condizione da difendere a prescindere.

Le regole servono proprio a tutelare la collettività.

E poi c’è la questione vacanze!

Nell’intervento della minoranza viene anche chiamata in causa l’Amministrazione con riferimenti a chi sarebbe “andato in vacanza”. Su questo voglio essere molto chiaro.

Io non mi nascondo dietro un articolo di giornale e non vado in vacanza quando c’è da lavorare per Rosarno.

In questi giorni, come negli altri, sono impegnato a seguire i problemi della città, ad ascoltare i cittadini e a lavorare per trovare soluzioni.

I problemi di Rosarno non vanno in vacanza. E nemmeno io.

Chi ha scelto di assumere una responsabilità amministrativa deve avere il coraggio di metterci la faccia, anche quando le decisioni non sono popolari.

Io la mia faccia ce la metto.

E sono disponibile a discutere di tutto: mastelli, raccolta differenziata, decoro urbano, criticità del servizio e possibili miglioramenti.

Ma discutiamone nelle sedi opportune, con serietà e senza trasformare ogni problema amministrativo in una guerra politica.

Perché una cosa deve essere chiara a tutti:

LE REGOLE SI DISCUTONO PRIMA, SI PROPONGONO LE MODIFICHE, SI APPROVANO E POI SI APPLICANO.

Non si può prima approvare un regolamento e poi, quando arriva il momento di farlo rispettare, scoprire che quelle stesse regole non vanno bene.

Per questo torno alla domanda iniziale, una domanda alla quale credo i cittadini abbiano diritto di ricevere una risposta:

PERCHÉ, SE RITENEVATE QUESTE NORME SBAGLIATE O IRRAGIONEVOLI, NON AVETE SOLLEVATO LE VOSTRE OBIEZIONI E PROPOSTO LE MODIFICHE QUANDO IL REGOLAMENTO ERA IN DISCUSSIONE IN COMMISSIONE?

Io continuerò a fare il mio lavoro.

Con responsabilità, senza nascondermi e senza andare in vacanza quando Rosarno ha bisogno di amministratori presenti.

Perché amministrare significa soprattutto una cosa:

METTERCI LA FACCIA. SEMPRE.

Arturo Lavorato

Assessore del Comune di Rosarno