La camminata per ricordare Aldo Rizzo, prematuramente scomparso un anno fa, ha avuto il merito di trasformarsi in un grande reunion di escursionisti ed appassionati della montagna che, accomunati dall’amicizia con una guida esperta – e, prima ancora, con una bella persona che ha saputo lasciare una luminosa traccia di sé – hanno voluto trascorrere l’ultima domenica di un agosto torrido all’insegna della convivialità e della partecipazione sulla cima di monte Fistocchìo.
Dieci chilometri di tracciato scivolati veloci tra lo zefiro furtivo nelle faggete, accompagnati ad un sole arsiccio nei tratti scoperti lasciando impressi, nel cuore e negli occhi, la testimonianza più autentica di un’amicizia che perdura adottando l’input lanciato da Diego Festa e Antonio Barca, componenti con Aldo, lo storico sodalizio di Misafumera, raccolto da oltre un centinaio di camminatori affiancati, per l’occasione, dalla presenza discreta e partecipe di altre realtà componenti il variegato panorama associativo che gravita attorno ad un movimento cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo decennio anche grazie alla competenza ed al lavoro di testimoni preziosi come Aldo.
Così, gli amici del CAI Aspromonte di Reggio Calabria, Magna Graecia Outdoor, Asper Delianuova, Boschetto Fiorito Slow Tourism, la rappresentanza delle Guide Ufficiali del Parco Nazionale d’Aspromonte, del Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria e del Rifugio Il Biancospino assieme a tanti trekker hanno prestato cuore, gambe e voce sul sentiero 133 del Parco, che porta dai Piani di Carmelìa a monte Fistocchìo, per fare memoria, con aneddoti ed esperienze personali, dei contesti vissuti con lui.
«Tenevamo assieme ai soci del CAI, ad essere qui oggi – ha spiegato il presidente Giandomenico Posillipo in occasione del momento di raccoglimento in ricordo di Aldo – perché tanti di noi hanno iniziato a camminare con lui. Aldo non era solo una guida esperta: le sue grandi doti umane gli consentivano di legare davvero con tutti e la sua mancanza ha lasciato un vuoto incolmabile».
Un tecnico, una guida eclettica ma principalmente un uomo che ha inteso la passione per il trekking e la montagna in maniera totale e totalizzante, contribuendo a fondare, negli anni duemila, il SASC Calabria, per come riferito da Festa passando la parola al vicepresidente Francesco Penna rimarcandone i tratti amicali, culturali e professionali. «La cosa che impressionava nello stare a contatto con lui era la sicurezza che trasmetteva nell’ambito del soccorso; quella capacità di conoscere, così come Antonio (Barca, nda) i luoghi dove si trovava il disperso partendo da un dettaglio. Poche persone come lui si sono innamorate di questo territorio».

«Io e Antonio – che ha camminato, per l’occasione, calzando gli scarponi di Aldo – avremmo troppe cose da dire» ha aggiunto Festa, in conclusione, ricordando che «ci siamo conosciuti nel 1998 ed è nato subito un feeling. Pur venendo da situazioni diverse, io dal mare e Antonio dalla montagna, ci siamo “innamorati” di un progetto: Misafumera. Mi sento fortunato per questo incontro speciale che ha saputo compensare i rispettivi caratteri. Per noi Aldo era l’anziano saggio che ci istruiva con i suoi “detti”, tra cui il più usato era “u chiù è com’u menu” – ha ricordato simpaticamente – la sua filosofia di vita: accontentarsi di quello si ha, per ricavarne pace e l’armonia del vivere».

Per rendere omaggio alla sua memoria, i soci di Misafumera collocheranno nelle prossime settimane una installazione fissa proprio su monte Fistocchìo prospiciente la corona montuosa che guarda alla cima di Montalto, la vetta d’Aspromonte, e una variegata serie di importanti rilievi, conche, declivi, valli, sentieri e tracciati tanto amati e frequentati a testimonianza di come fatica, bellezza e libertà siano stati il premio per l’animo per chi, come lui, ha saputo vivere così simbioticamente la montagna fondendosi con il naturale incedere delle sue stagioni, conquistandone l’essenza, andando oltre la conservazione del ricordo.





