La tragedia della bambina morta a Palermo richiama tutti alla responsabilità: vaccinare significa
proteggere la vita.
La tragica morte della bambina di quattro anni avvenuta a Palermo, morta per la difterite, suscita un
dolore profondo e impone a tutti noi una seria riflessione.
Dinanzi alla perdita di una vita così giovane, le parole sembrano insufficienti. Il primo pensiero va
alla bambina e alla sua famiglia, alla quale esprimiamo vicinanza e sincera partecipazione. Ma
proprio il rispetto dovuto a questa tragedia ci obbliga a ribadire, con chiarezza e senso di
responsabilità, quanto sia fondamentale non sottovalutare le malattie infettive prevenibili attraverso la
vaccinazione.
La difterite è una malattia grave e potenzialmente letale, diventata estremamente rara nel nostro Paese
grazie alle vaccinazioni. La sua rarità non significa, tuttavia, che sia scomparsa: significa che per
molti anni siamo riusciti a contenerla attraverso un’efficace prevenzione vaccinale. Quando
diminuisce il numero delle persone protette, malattie che credevamo appartenessero al passato
possono tornare a circolare e a provocare conseguenze drammatiche.
I vaccini rappresentano una delle più importanti conquiste della medicina e permettono di prevenire
numerose patologie, tra le quali difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, infezioni da
Haemophilus influenza e di tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Malattie che possono
causare ricoveri, disabilità permanenti e, nei casi più gravi, la morte.
La vaccinazione non costituisce soltanto un adempimento previsto dalla legge, ma è prima di tutto un
gesto concreto di cura e di responsabilità. Proteggere un bambino significa anche proteggere gli altri
bambini, le persone immunodepresse e tutti coloro che, per particolari condizioni cliniche, non
possono essere vaccinati o non sviluppano una risposta immunitaria sufficiente.
Per queste ragioni i genitori e chi esercita la responsabilità genitoriale sono tenuti a verificare lo stato
vaccinale dei figli e provvedere senza ritardi al recupero delle eventuali dosi mancanti. Il Decreto-
legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla Legge n. 119 del 31 luglio 2017, ha
previsto specifici obblighi vaccinali per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, secondo la
coorte di nascita. Adempiere a tali obblighi significa tutelare concretamente il diritto alla salute dei
propri figli e dell’intera collettività.
Le famiglie che abbiano dubbi o timori non si affidino a informazioni prive di fondamento scientifico,
ma si rivolgano con fiducia ai pediatri di libera scelta, ai medici di medicina generale e ai Centri
vaccinali dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Gli operatori sanitari sono
disponibili ad ascoltare, fornire chiarimenti e accompagnare ogni famiglia in una scelta consapevole e
sicura.
Non aspettiamo che un’altra tragedia ci ricordi quanto sia preziosa la prevenzione. Ogni vaccinazione
effettuata nei tempi previsti è una barriera contro la malattia, un atto d’amore verso i propri figli e un
impegno di solidarietà nei confronti dell’intera comunità.





