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Canoni enfiteutici e affrancazioni: Brilli chiede all’amministrazione di Rosarno di rendere pubblici numeri e incassi

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Il comune di Rosarno
Il comune di Rosarno

Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione consiliare presentata dal consigliere Michele Brilli, che richiama l’attenzione dell’Amministrazione comunale di Rosarno sulla gestione delle terre del demanio civico del Bosco Grande o Selvaggio, ancora gravate da canoni enfiteutici. L’atto, indirizzato al Sindaco e al Segretario comunale e trasmesso per conoscenza alla Prefettura di Reggio Calabria, punta a ottenere un quadro completo e aggiornato di un patrimonio che coinvolge centinaia di posizioni e rappresenta una voce rilevante delle entrate comunali. Brilli chiede dati ufficiali, trasparenti e verificabili: dal numero delle ditte legittimate ai canoni dovuti, dalle affrancazioni effettuate agli importi realmente riscossi, fino ai capitoli di bilancio in cui tali somme vengono registrate. L’interrogazione solleva inoltre il tema del rispetto dei tempi regolamentari di risposta, spesso disattesi, ribadendo il diritto dei consiglieri e dei cittadini a conoscere lo stato effettivo dei rapporti enfiteutici e delle entrate patrimoniali del Comune:

Quante sono oggi le terre del demanio civico del “Bosco Grande o Selvaggio” ancora
gravate da canoni enfiteutici? Quanti sono i titolari? Quante affrancazioni sono state effettuate negli
ultimi anni e, soprattutto, quanto ha incassato il Comune di Rosarno?
Sono queste le principali domande contenute nell’interrogazione presentata dal consigliere
comunale Ing. Michele Brilli al Sindaco e al Segretario Comunale.
La vicenda riguarda terreni che, a seguito delle procedure di legittimazione, sono stati assoggettati a
canoni enfiteutici a favore del Comune. Il successivo affrancamento consente al titolare di
estinguere il rapporto enfiteutico attraverso il pagamento del relativo capitale.
L’interrogazione parte quindi da una domanda molto semplice: qual è oggi la situazione effettiva
di questo patrimonio e quali sono le entrate che esso produce per il Comune?
In particolare, il consigliere Brilli chiede all’Amministrazione di rendere noti:
 il numero originario delle ditte legittimate e delle particelle interessate;
 il numero delle posizioni che risultano ancora gravate da canone enfiteutico;
 il numero e l’identità dei titolari attuali dei relativi rapporti;
 l’ammontare dei canoni annualmente dovuti al Comune;
 il numero delle eventuali posizioni morose e l’ammontare degli arretrati;
 il numero delle affrancazioni effettuate nel 2024, 2025 e 2026;
 gli importi richiesti e, soprattutto, gli importi effettivamente riscossi;
 il numero complessivo delle affrancazioni effettuate dal 2020 ad oggi e il relativo
ammontare;
 i capitoli di bilancio sui quali vengono contabilizzati i canoni e le somme derivanti dalle
affrancazioni.
Particolare attenzione viene posta anche sulle posizioni che non sono state ancora affrancate. Il
mancato affrancamento, infatti, non equivale necessariamente alla cessazione del rapporto: occorre
verificare quali canoni continuino ad essere dovuti e se il Comune li stia regolarmente riscuotendo.
«Non chiediamo altro che conoscere la situazione reale di un patrimonio comunale e delle
entrate che ne derivano – sottolinea Brilli –. Il Consiglio Comunale e i cittadini hanno il diritto di
sapere quante sono le posizioni ancora aperte, chi sono gli attuali titolari, quali somme sono dovute
e quali somme sono state effettivamente incassate dal Comune».
L’interrogazione chiede inoltre che venga fornito un prospetto analitico, possibilmente in formato
elettronico elaborabile, con l’indicazione delle particelle, degli atti di legittimazione, dei titolari, dei
canoni, degli eventuali arretrati e delle eventuali affrancazioni.
LA QUESTIONE DEI TEMPI DI RISPOSTA

L’interrogazione è stata trasmessa, per conoscenza, anche alla Prefettura – Ufficio Territoriale del
Governo di Reggio Calabria.
Nell’atto viene infatti evidenziato che le interrogazioni consiliari presentate dall’opposizione
risultano frequentemente prive di risposta o comunque non riscontrate nei termini previsti dal
Regolamento .
«La trasmissione alla Prefettura – precisa Brilli – non vuole rappresentare un’ingerenza nelle
competenze dell’Amministrazione, ma una richiesta di attenzione sul rispetto delle
prerogative dei consiglieri comunali e dei tempi regolamentari di risposta.»
L’obiettivo dell’interrogazione è dunque duplice: ottenere finalmente un quadro completo delle
terre legittimate e dei relativi rapporti enfiteutici e verificare che il Comune stia esercitando
pienamente i propri diritti patrimoniali e riscuotendo tutte le somme dovute.
«Su una vicenda che coinvolge centinaia di posizioni e un patrimonio di notevole consistenza –
conclude Brilli – servono dati ufficiali, chiari e verificabili.