Una decisione di rilievo per il sistema sanitario reggino arriva dal Consiglio di Stato, che con la sentenza n. 4137/2026 ha accolto l’appello dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla società Dialisi San Giorgio S.r.l. contro il parere di compatibilità rilasciato dall’ASP nel novembre 2024. Una pronuncia che ribalta completamente la precedente sentenza del TAR Calabria e che segna un risultato significativo per l’Ente sanitario provinciale.
Al centro della vicenda vi era il parere negativo espresso dall’ASP sulla compatibilità dell’attività dialitica richiesta dalla società privata con il fabbisogno regionale. Il TAR aveva annullato quel parere, ordinando all’Azienda di riesaminarlo. L’ASP, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Maria Latella e Francesco Creaco, ha impugnato la decisione ottenendo piena ragione davanti ai giudici di Palazzo Spada.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che il parere dell’ASP non era un atto lesivo, né costituiva un ostacolo alla presentazione dell’istanza di accreditamento da parte della società, confermando la legittimità degli atti disposti dall’ ASP. Secondo i giudici, infatti, la valutazione sul fabbisogno di prestazioni dialitiche e sulla programmazione sanitaria spetta esclusivamente alla Regione Calabria, come previsto dalla legge regionale 24/2008.
Il parere dell’ASP, dunque, è stato qualificato come una verifica preliminare, obbligatoria ma non vincolante, che non blocca il procedimento e non impedisce alla struttura privata di rivolgersi alla Regione per l’accreditamento.
La sentenza riconosce la fondatezza delle argomentazioni presentate dall’avvocato Francesco Creaco, che ha sostenuto con successo l’impostazione secondo cui:
- il parere dell’ASP non aveva natura lesiva;
- la competenza sulla programmazione sanitaria è regionale;
- il ricorso al TAR era quindi inammissibile.
Una linea difensiva che il Consiglio di Stato ha pienamente condiviso, riformando integralmente la sentenza di primo grado.
La società Dialisi San Giorgio potrà comunque presentare l’istanza di accreditamento alla Regione, che dovrà effettuare le proprie valutazioni secondo la normativa vigente. Ma la sentenza chiarisce un punto fondamentale: l’ASP non può essere chiamata a rispondere di valutazioni che non rientrano nella sua competenza, e il suo parere preliminare non può essere impugnato come atto lesivo.
La decisione rappresenta dunque un importante precedente per la corretta interpretazione dei ruoli istituzionali nel procedimento di accreditamento sanitario.





