
«Il PD potrà dire la sua alle prossime amministrative. È necessario lavorare tutti assieme senza strategie, decidendo da che parte stare». Ha esordito così il segretario cittadino Marco Policaro in seno all’ultima riunione del Circolo tenuta per discutere gli esiti del voto referendario ma anche – e soprattutto – per cercare di darsi una linea politica in vista delle elezioni comunali del 2027. Una discussione – quella sulle iniziative per le amministrative – partecipata a più voci, finanche divergenti, per cercare una via percorribile che possa tenere conto delle diverse sensibilità che, ancora una volta e nonostante gli appelli all’unità di cui oramai si è perso il conto, permangono la caratteristica peculiare dei democratici locali.
Dunque, se tutti sono stati concordi che il denominatore comune dovrà essere unità e compattezza, nel merito, si è passati dalla constatazione di dover coinvolgere nell’azione politica cittadini e professionisti «uscendo dalla nostra confort zone per accorciare le distanze con la gente» – ha riflettuto il giovane dirigente Vincenzo Fida – contestualmente alla presa d’atto di un certo immobilismo del partito polistenese chiamato a darsi una sede ed una svegliata. «È chiaro che dobbiamo fare una coalizione – ha ribadito Renato Fida –. Dobbiamo metterci alla pari degli altri e la nostra proposta va nella direzione di indicare il segretario Policaro come candidato a sindaco» per restituire centralità al partito.
Della necessità di fare opposizione all’attuale Amministrazione comunale ha parlato Silvio Laruffa contrariato per l’impossibilità di fare una lista di partito nella competizione del 2021. «Siamo favoriti ma occorre allargare la visuale e collaborare col mondo dell’associazionismo e del civismo: è lì che ci sono i giovani» ha ribadito Laruffa chiedendo di valorizzare la storia del PD. «Ci siamo distratti dall’obiettivo, potremmo andare anche da soli. Certo è che non possiamo mancare alle prossime competizioni elettorali» ha detto Giovanni Panaia mentre Alfredo Multari ha aggiunto che, come democratici, «abbiamo gli uomini – di area e nel partito – per guidare Polistena». Pragmatico il presidente dell’Assemblea, Giovanni Laruffa: «il PD deve essere all’altezza del compito e dobbiamo ragionare con cittadini e associazioni» riferendo di un imminente cronoprogramma di incontri, a cura del segretario supportato dal comitato composto da Silvio Laruffa, Alfredo Multari e Michele Spanò, per sondare le aspettative della gente con l’obiettivo di puntare «ad un’alleanza larga per la città ma da pari a pari» perché «non ci possono essere né rendite né soluzioni precostituite. Siamo disposti ad andare anche da soli e nessuno può imporre posizioni». Riferimenti, è parso di capire, tutti indirizzati al convitato di pietra Francesco Pisano e Polistena Futura. A margine, sono altresì intervenuti Aldo Polisena e Giuseppe Laruffa.
Le conclusioni del segretario provinciale Peppe Panetta hanno però restituito tutto il realismo a questa fase preparatoria di discussioni su accordi, alleanze, coalizioni e fughe in aventi. «Stando ai dati delle ultime elezioni (le regionali del 5/10/25, dove a Polistena in PD incassò 488 voti, ndr) siamo una forza marginale. Dobbiamo non solo cambiare libro – ha decretato in maniera tranchant – ma addirittura registro, dobbiamo resettare tutto e bandire individualismi e personalismi». Panetta ha chiesto di lavorare sul territorio per tornare ad essere «una forza seria, credibile e attrattiva» per avere futuro, tenendo conto di temi cari ai cittadini come sanità e infrastrutture. «Parlare di candidati a sindaco è molto prematuro. Serve – ha detto, riprendendo il pensiero del segretario Policaro – uno spirito di confronto e un progetto credibile non avendo preclusioni a costruire alleanze».




