lunedì, 23 Marzo, 2026
11.6 C
Palmi
Home Sport Palmese, la società attacca il Comune: “Senza risposte sullo stadio, qui muore...

Palmese, la società attacca il Comune: “Senza risposte sullo stadio, qui muore una storia centenaria”

0
44

Riceviamo e pubblichiamo il duro comunicato della U.S. Palmese 1912, diffuso all’indomani della matematica salvezza conquistata nel derby. La società neroverde, pur celebrando il risultato sportivo, denuncia con toni accesi la situazione dell’impianto comunale, la riduzione drastica della capienza e il silenzio dell’amministrazione, ritenuti responsabili di danni economici e di un clima che mette a rischio il futuro del club e del suo settore giovanile.

Buongiorno a tutti, tifosi e cittadini.
Il derby vinto ci consegna con merito la salvezza della U.S Palmese 1912.
Un risultato costruito con sacrifici enormi, nonostante una stagione che, fuori dal campo, è stata
pesantemente condizionata da ostacoli che nulla hanno a che vedere con il calcio giocato.
Da novembre il nostro stadio è stato di fatto reso inutilizzabile nella sua piena capienza, passando
da circa 1500 posti a meno di 100. Una decisione che ha prodotto oltre ad un danno economico
gravissimo, anche una mortificazione per una società storica come la Palmese e ha privato
un’intera comunità della possibilità di vivere lo sport come Palmi merita e si vanta.
E su tutto questo, l’amministrazione comunale ha scelto la strada peggiore: quella del silenzio, dei
rinvii e dell’assenza di responsabilità.
Noi non facciamo più finta di niente.
Per mesi e mesi abbiamo chiesto risposte, chiarezza, soluzioni che non sono mai arrivate.
In compenso, siamo stati convocati in Prefettura e indicati come esempio negativo. Una figuraccia
istituzionale per la nostra società e per la nostra città che qualcuno dovrebbe avere il coraggio di
spiegare ai cittadini.

Oggi non servono né giustificazioni tardive né fare scaricabarile.
Ci siamo stancati.
Perché mentre qualcuno perde tempo, la Palmese perde risorse, credibilità e non riesce a
programmare il proprio futuro.
Perché non si tratta solo della prima squadra. Si tratta di decine di ragazzi, di famiglie, di un settore
giovanile che con orgoglio indossa la casacca neroverde ma che rischia di essere smantellato
pezzo dopo pezzo nell’indifferenza generale.
Noi il campionato lo finiremo.
Lo abbiamo sempre fatto, con sacrifici e serietà.
Ma non accetteremo più questa situazione in silenzio.
Senza garanzie immediate sull’impianto sportivo, questa città si troverà davanti a una
responsabilità enorme: quella di aver lasciato morire, lentamente, una delle sue realtà storicamente
più rappresentative. E qualcuno che la amministra, o si ripropone di amministrarla, ci deve delle
risposte.
E un’ultima cosa sia chiara.
Quando arriverà il momento di chiedere consenso, di farsi vedere allo stadio, di parlare di sport e di
comunità, qualcuno dovrebbe ricordarsi di questi mesi.
Perché la Palmese non dimentica. E questa città nemmeno.

USPalmese1912