In occasione della celebrazione del 209° anniversario della fondazione del
Corpo di Polizia Penitenziaria, si è svolta a Napoli, nella suggestiva cornice di Piazza del Plebiscito, la festa
nazionale che ha visto la partecipazione delle più alte rappresentanze istituzionali del Paese.
Tra queste, hanno preso parte all’evento la Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà
personale della Calabria, avv. Giovanna Francesca Russo, e la Garante regionale dell’Abruzzo, avv. Monia
Scalera, la cui presenza congiunta rappresenta un segnale forte e concreto di sinergia istituzionale e
collaborazione interregionale.
La partecipazione delle due Garanti si inserisce in un percorso condiviso volto a rafforzare relazioni
istituzionali stabili e strutturate con i principali attori del sistema penitenziario nazionale, tra cui il
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), il Governo e il Collegio Nazionale del Garante
Nazionale, nella consapevolezza che solo attraverso un dialogo continuo e qualificato sia possibile parlare
realmente sui processi di cambiamento.
«Essere presenti oggi – dichiarano congiuntamente le due Garanti – significa riconoscere il valore umano e
professionale delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, presidio quotidiano di legalità, sicurezza
e dignità. Ma significa anche ribadire con forza che il sistema penitenziario vada analizzato e ricostruito
dalle sue criticità cristallizzate negli anni». Un sistema per le Garanti che ha anche tanti punti di forza, tra
cui il valore e lo spessore morale di un Corpo che rende onore all’Italia occupandosi ogni giorno della vita
dei ristretti.
«Solo la capacità di fare squadra tra istituzioni – proseguono – può generare il cambiamento autentico. È
necessario evolvere la narrativa sul carcere, superando logiche emergenziali, da urlatori di piazza e
costruire una visione fondata su responsabilità condivise, diritti e percorsi di reinserimento ragionati sui
tavoli dove si decide e si realizza il cambiamento.»
Le Garanti sottolineano come la costruzione di un vero welfare penitenziario rappresenti oggi la vera sfida:
«Il carcere non è un luogo separato dalla società, ma uno specchio della stessa. Investire nel sistema
penitenziario significa investire nella sicurezza collettiva e nella qualità democratica del Paese.
Un messaggio chiaro e netto emerge dalla loro partecipazione: “La dignità dei diritti non è selettiva: vale
per tutti, senza eccezioni. Dove i diritti si affievoliscono, arretriamo tutti. Dove i diritti si rafforzano, lo Stato
diventa più giusto e più forte.”
E ancora: “Non esiste sicurezza senza dignità, non esiste giustizia senza umanità. Il carcere è il banco di
prova più alto della credibilità delle istituzioni.”
La presenza congiunta delle Garanti di Calabria e Abruzzo si configura, dunque, come un passo ulteriore
verso la costruzione di una rete istituzionale coesa, capace di affrontare con visione e responsabilità le sfide
del sistema penitenziario italiano.





