«Dopo aver cancellato il referendum confermativo, che consentiva ai cittadini di esprimersi sulle modifiche allo Statuto, oggi in Consiglio regionale la maggioranza sceglie di creare quattro poltrone in più: due assessori e due sottosegretari». È un attacco diretto quello del consigliere regionale del Partito Democratico e Vice Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Ranuccio, che al termine della seduta consiliare non ha nascosto la sua contrarietà alla riforma dello Statuto approvata dalla maggioranza di centrodestra.
Una riforma che, secondo Ranuccio, non solo riduce gli spazi di partecipazione democratica, ma tradisce le priorità che dovrebbero guidare l’azione di governo: «In Puglia, all’inizio del mandato, Antonio Decaro ha fatto recuperare 16 mila visite specialistiche arretrate. In Campania, Roberto Fico ha aperto un centro dedicato all’autismo. In Calabria, evidentemente, le priorità sono altre: meno spazio per i cittadini e più poltrone invece per gli alleati di governo».
Il riferimento è alla modifica statutaria che consente di aumentare il numero degli assessori e reintroduce la figura dei sottosegretari, con la possibilità per il presidente della Giunta di nominarne fino a due. Una scelta che, secondo l’opposizione, non risponde a esigenze di efficienza amministrativa, ma a logiche di spartizione interna.
«E se il buongiorno si vede dal mattino…», ha concluso Ranuccio, lasciando intendere che questa riforma potrebbe essere solo il primo passo di una stagione politica in cui la distanza tra istituzioni e cittadini rischia di allargarsi ulteriormente.
Il dibattito resta aperto, ma il segnale lanciato dal Consiglio regionale è chiaro: la partecipazione diretta dei calabresi alle scelte istituzionali non è più una priorità. E per qualcuno, questo è già un problema.





