Dopo anni di difficoltà finanziarie, la Regione Calabria registra un risultato storico: il bilancio 2024 è stato parificato dalla Corte dei conti, con un avanzo disponibile e il completo ripiano del disavanzo. Un traguardo che il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha commentato con soddisfazione:
“Dopo tanti anni finalmente la Calabria non è più in disavanzo, è uscita dal piano di rientro e l’amministrazione regionale è in avanzo”.
Il giudizio di parificazione, reso pubblico nei giorni scorsi, ha certificato la regolarità del rendiconto generale 2024, pur con alcune eccezioni tecniche. In particolare, la Corte ha disposto lo stralcio di residui attivi per oltre 5 milioni di euro, relativi a fondi statali per azioni formative e interventi occupazionali, ritenuti non più esigibili. È stata inoltre segnalata una posta non parificata nel settore sanitario, pari a 4,47 milioni di euro, legata al ripiano del disavanzo del 2000.
Nonostante queste rettifiche, il quadro complessivo è positivo. Il risultato di amministrazione complessivo si attesta a 6,045 miliardi di euro, mentre l’avanzo disponibile è pari a 52,78 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto al disavanzo di 58,7 milioni registrato a fine 2023.
La presidente della Sezione regionale di controllo, Rossella Scerbo, ha parlato di un risultato “mai registrato nei precedenti giudizi di parifica”, sottolineando che la Regione ha ripianato anche l’ultima componente del disavanzo da fondo anticipazione liquidità.
“Una consistente disponibilità di risorse da destinare al soddisfacimento di bisogni collettivi e agli investimenti”, ha aggiunto.
Occhiuto ha voluto rimarcare anche il buon esito della gestione dei fondi europei:
“Sono molto contento anche del fatto che la Corte dei Conti abbia riconosciuto che tutte le risorse del vecchio programma comunitario, quello 2014-2020, sono state spese correttamente. Io lo dicevo nei mesi passati e ancora c’è qualcuno che diceva che avremmo restituito risorse, ci sarebbero stati ritardi, così non è evidentemente”.
Tuttavia, la Corte ha evidenziato criticità persistenti, soprattutto nel settore sanitario e nella capacità di spesa legata al Pnrr. Il procuratore regionale, Ermenegildo Palma, ha parlato di un miglioramento “lento, molto lento”, con ritardi nella realizzazione dei nuovi ospedali di Vibo Valentia, Piana di Gioia Tauro e Sibari, i cui cronoprogrammi prevedono completamenti tra il 2026 e il 2031.
Sul fronte dei fondi comunitari, restano 22 interventi del ciclo POR 2014-2020 non conclusi, trasferiti alla nuova programmazione 2021-2027, per un residuo finanziario di circa 62 milioni di euro. Due grandi progetti strategici – il collegamento ferroviario Catanzaro-Germaneto e il III lotto Gallico-Gambarie – risultano ancora incompleti e a rischio di classificazione negativa da parte dell’Unione europea.
La Corte ha invitato la Regione a rafforzare la capacità amministrativa, velocizzare l’attuazione degli interventi, migliorare i controlli preventivi e superare le frammentazioni istituzionali, capitalizzando le esperienze positive del ciclo precedente.





