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La vita rock di Enrico

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CINQUEFRONDI – “Avrei solo voluto vedere mia madre”. Sono le parole di Enrico, diciassettenne, simpatico, occhi azzurri e amante del rock, dei Pink Floyd, dei Led Zeppelin.

Spiccato senso dell’umorismo, totalmente integrato in classe, poca voglia di studiare forse. Ma ha un udito che gli permette di memorizzare quello che sente dire o ripetere.

Tutti i sensi di Enrico sono particolarmente sviluppati. È un processo naturale quando te ne manca uno. Enrico infatti non vede..ecco perché avrebbe voluto sapere com’è fatta sua madre, guardarla negli occhi.

Ha altri due fratelli. “Loro vedono”, risponde ironicamente. Ha anche un cane con il quale non ha un rapporto per così dire idilliaco, e fa la vita dei suoi coetanei, ma con più entusiasmo.

Scrive e legge in braille. Appassionato di scienza. Ascolta attentamente e non fa altro che ridere. Una risata contagiosa, libera, vera!

E non è che non abbia sofferto. Enrico ha subito diversi interventi per un tumore alla retina scoperto a pochi mesi di vita. È stato in parecchi ospedali. Ha lottato. “Per questo mi piace il rock. – ha detto – È come una guerra”.

Mai una volta che si tiri indietro. Circondato da amici che non gli hanno mai fatto pesare nulla. Anzi. E non mancano i battibecchi. Enrico rappresenta un valore aggiunto e ha tanto da insegnare, anche se non lo sa.

Se ne va in giro con la sua ventiquattr’ore come fosse un medico. Ma lì dentro non c’è uno stetoscopio. Piuttosto lo strumento che gli permette di scrivere i suoi appunti. Sempre se gli va!

Il caratterino non gli manca insomma. Vorrebbe sempre uscire prima dalla lezione, forse anche approfittando del suo status!

E non si parla di cecità. Ma di furbizia! Non vede ma ci sente benissimo. E magari non vorrebbe che si dicesse, ma la verità è che è un esempio ed uno stimolo per chi gli sta intorno.

Quando c’è la molla della riflessione e di un pensiero che lavora sulla base sopratutto di aspirazioni morali, allora si pos­sono raggiungere delle mete elevate ed eccezionali, perché con lo spandere intorno luce d’amore e di intelligenza ci si conqui­sta realmente la società e si penetra in essa come uomini e non come ciechi.