Riceviamo e pubblichiamo
Martedì 22 dicembre alcuni rappresentanti del Centro Diocesano Vocazioni si sono recati a Maropati presso il Centro di Aggregazione Sociale onlus “il Cenacolo” per consegnare, in rappresentanza di tutti, quegli alimenti che i membri del CDV, insieme alla squadra Saint Michel, hanno offerto e raccolto per gli immigrati durante la Santa Messa conclusiva di fine anno, celebrata domenica 20 dicembre da don Gaudioso Mercuri a Laureana di Borrello nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli e San Gregorio Taumaturgo.
Questa semplice consegna si è in realtà trasformata in un’esperienza di vita straordinaria, un prezioso dono per questo Natale ormai alle porte.
Un’esperienza che, ancora una volta, ci apre alla certezza che Dio non ci abbandona mai in balia di noi stessi, e ci ricorda che il Natale è per tutti e lo è particolarmente per chi è e per chi sa di essere povero perché la povertà è certamente quella materiale, ma anche quella interiore, quella di chi soffre la solitudine, quella di chi si trova senza più desideri, senza speranza, di chi ha paura, di chi è martoriato nel suo fisico.
Il Natale è davvero per tutti! E lo è per quegli immigrati che numerosi hanno riempito il salone del Cenacolo e che certamente vivono davvero una condizione di povertà e miseria ai limiti e di cui forse troppo spesso dimentichiamo l’esistenza.
Ci si è soffermati davanti all’arrivo del pullman di immigrati che due volte la settimana il signor Bartolo Mercuri va a prendere, e poi riporta, personalmente nelle campagne del nostro territorio. Quante persone sono scese dal pullman: uomini ,donne ed anche qualche bambino.
I loro occhi raccontavano le loro storie senza bisogno di parola alcuna: occhi impauriti, occhi spenti, occhi stanchi, occhi arrabbiati, occhi che sembravano chiederti “quando finirà?” Vivono in condizioni di degrado e di abbandono eppure non si scoraggiano, anzi afferrano quella mano tesa, provvidenziale del signor Bartolo che offre loro la possibilità di ristorarsi e rifocillarsi attraverso un pasto caldo, qualche alimento da portare nei luoghi da loro abitati, qualche indumento pulito. Ma soprattutto offrono loro accoglienza, amore, sorrisi , la speranza che gli faccia sentire di non essere stati dimenticati.
Una grande famiglia quella del Cenacolo in cui tutti si danno da fare. E così , mentre la signora Giuseppina, con amore materno, insieme ad altre donne volontarie preparava il pasto per gli immigrati, il signor Bartolo, attento e vigile su ogni cosa, si occupava insieme al figlio Matteo e ad altri collaboratori di far accomodare tutti ai tavoli, e preparava per i più piccoli una bella sorpresa…Babbo Natale stava arrivando per consegnare loro i giocattoli!
La gioia di una piccola bambina che smette di piangere innanzi alla palla colorata che ha ricevuto in dono o l’euforia di due bambini che giravano tra i tavoli con le loro biciclettine “nuove” è qualcosa che non potrà essere dimenticato facilmente. Il nostro niente per quella gente era tanto, forse per alcuni, in quel momento, era tutto!
Ai nostri occhi spesso questa gente è come se non ci fosse, oggi ciò che maggiormente preoccupa le nostre vite è il potere, il denaro, l’avere beni materiali, l’essere qualcuno che conta, assicurarci che non ci manchi e non manchi ai nostri figli non solo il necessario ma anche il superfluo. Abituati a lamentarci per qualsiasi cosa, ci ricordiamo poi, davanti a realtà ben più drammatiche delle nostre, che forse stiamo esagerando, che forse ci stiamo allontanando dal vero senso della vita.
Non ce la siamo sentiti di andar via e così abbiamo scelto di rimanere e dare una mano anche noi ed insieme ai volontari abbiamo quindi servito il pasto e consegnato a quelle persone indumenti e alimenti ma soprattutto abbiamo, da quest’esperienza, ricevuto il dono più grande che ognuno di noi potesse mai sperare di trovare sotto il proprio albero di Natale: la gioia del dare!
Al Cenacolo non abbiamo incontrato solo parole ma gesti concreti , non solo intenzioni ma fatti, gesti d’amore gratuito, non fatti per apparire, per ricevere meriti e riconoscimenti di vario titolo.
Il servizio offerto da questa associazione è oggi ancora possibile perché questa famiglia ha riconosciuto e fatto proprio il bisogno reale, la necessità di dare aiuto, sostegno e conforto al proprio fratello, perché si è posta in intimo ascolto delle povertà di chi gli sta accanto, perché umilmente mette le proprie mani al servizio dell’altro che soffre, dell’altro al quale sembra essere stata strappata la stessa dignità di poter essere chiamato uomo.
Il Natale che il signor Bartolo, la signora Giuseppina, i loro figli e tutti i volontari che li supportano in questa missione, vivono e fanno vivere ormai da anni agli immigrati, è un Natale che non è fatto di ruoli ma di servizio, non è fatto di primi ma di ultimi, un Natale che per essere tale non aspetta il 25 dicembre!
Questa è una vocazione testimoniata con la propria vita vissuta al servizio dell’altro, questo significa vivere il Vangelo, questo significa amare come Gesù ci ha insegnato.
“Dove non c’è amore metti amore e troverai amore”, diceva San Giovanni della Croce.
E allora nel tuo cuore ci sarà il Natale!!!
Maria Rosaria Tomas





