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25 Novembre: La celebrazione innovativa del Laboratorio

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La forza delle donne ieri ha avuto la meglio a Palazzo Baldari. Non poteva esserci un modo più vero per fare emergere il disprezzo nei confronti della violenza sulle donne che attraverso la rappresentazione del gentil sesso in tutti i suoi aspetti.

C’era quella che si emozionava, quella titubante, quella sicura di sè, quella che teneva tutto dentro non lasciando trapelare nulla, e quella che ha improvvisato.

Fragilità mista a determinazione attraverso parole, lettura, canto, e arte. Il tutto organizzato da un gruppo di donne che ha creato un Laboratorio di lettura condivisa in chiave rosa.

“Si tratta di un modo per trovare nei testi la forza per disegnare una comunità più includente. – ha detto Monica Della Vedova – Lasciamo che i libri diventino gli strumenti per renderci liberi”.

“La lettura crea indipendenza”, ha invece esordito Saveria Lollio, che passando da Flaubert all’omosessualità del 600 in Olanda, ha cercato di contagiare il pubblico con la sua passione per i libri.

Un pubblico numeroso, per lo più femminile, cha ha partecipato all’evento con entusiasmo e un grande senso di gratitudine.

img_5780Con la sua ballata a Lea Garofalo, Francesca Prestia, cantastorie catanzarese, accompagnata all’arpa dall’artista Paola Testa, è riuscita ad appoggiare dolcemente nel cuore di ognuno un pensiero rivolto a Lea stessa, o alla “Lea” più vicina, quella che soffre o ha sofferto ma che va avanti.

Passando invece per la narrativa, Francesca Orefice ha lanciato un forte messaggio ai presenti, tralasciando il linguaggio prettamente giuridico per parlare di stalking, delle leggi dalla parte delle donne e della differenza tra amore e possesso.

E sullo sfondo dei dipinti realizzati da Graziella Papalia dai quali emergeva il tema e il senso dell’incontro di ieri, le voci di Enza Versace e Anna Deodato si alzavano per recitare delle dolci poesie, prima che due giovani donne dessero il loro contributo alla serata.

“E’ una battaglia che possiamo vincere solo sul fronte culturale. – ha detto Paola Cammareri, sociologa – Giornalmente si sente parlare di donne picchiate, uccise, maltrattate. Si tratta di persone che se sopravvivono sono comunque private della propria identità. Il 25 novembre non dev’essere solo oggi ma tutti i giorni”.

Mentre “dell’importanza del confronto e del dialogo nei gruppi di lettura” ha parlato Cristina Bagalà, che con semplicità e dolcezza ha spiegato lo scopo della lettura condivisa con tutte le difficoltà annesse nel mettere insieme più teste e un solo libro.

Una giornata importante quella di ieri e che può segnare l’inizio di qualcosa di diverso a Gioia Tauro, qualcosa in mano alle donne e dalle quali ne dipenderà la buona riuscita.

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