HomeSocietà"Una giusta causa": la storia di Ruth Bader

“Una giusta causa”: la storia di Ruth Bader

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È un film dal respiro leggero, con il personaggio di Ruth volitivo e determinato quello che il nuovo direttivo A.D.I.C. (Associazione Donne Insegnanti Calabresi) ha offerto all’assemblea delle socie in occasione della giornata della donna festeggiata il 9 marzo scorso.

Il titolo del film è “Una giusta causa”, pellicola del 2018 del regista Mimi Leder, con Felicity Jons nei panni di Ruth Bader Ginsburg e Armie Hammer nei panni del marito Marty Ginsburg.

È un bel racconto che rispetta una storia vera e risuona per noi nel salone della “Casa del fanciullo” a Gioia Tauro. Una favola dal finale immaginabile, ma atteso, una favola bella, come quelle che leggeva a me mio padre e mi teneva sospesa con la voce e il silenzio.

Mi sono ritrovata con la complicità di chi desidera un bel finale della storia. Ho percepito la difficoltà di Ruth di superare leggi maschiliste e piene di pregiudizi atavici.

Eppure Ruth, con i suoi silenzi, il dialogo sincero e continuo con il marito, le sue corse nelle strade affollate, i suoi sguardi stupiti e misteriosi ci fa intuire che qualcosa si puo’ cambiare per migliorare la condizione umana, in un diritto pari tra uomo e donna, senza riserve mentali o legali.

La complicità con il marito, la passione per la sua professione di avvocatessa l’hanno convinta a iniziare e a proseguire nella battaglia per difendere un uomo impegnato notte e giorno nell’assistenza della madre anziana, ma che, per la legge americana non poteva ricevere il beneficio fiscale previsto invece, per le donne, ritenute più “badanti” per sesso.

Siamo nel 1956.

L’avvocato contrario fa un’arringa che vede i giudici d’accordo. Ruth, solo in quattro minuti, smonta con lucidità le loro sicurezze e nei volti dei giudici, nel loro sorriso, si percepisce, piano, piano, la condivisione dei pensieri, espressi con precisione storica, entusiasmo professionale e partecipazione emotiva dell’avvocatessa Ruth.

Il mondo cammina, ma le leggi spesso restano ferme.

È per i figli, per la libertà, per l’etica e la giustizia che alcune leggi vanno cambiate.

Ruth è un esempio di fermezza femminile, fondata su percezioni sicure di elementi da cambiare.

C’è in Ruth l’amore per il futuro dei giovani, per il diritto, per la giustizia e la libertà degli esseri umani.

Quante volte ci siamo sentite Ruth nel momento della verità…

La forza di Ruth si ripete ogni volta che una donna intuisce che la vita non è vita senza quello slancio vitale che ridimensiona fatti e parole in nome della verità.

Non è l’esaltazione dell’indifferenza, degli occhi chiusi, dell’omertà, è, invece, anche oggi il tempo dello sguardo attento, dei pensieri limpidi e della giustizia sociale.

Qualunque sia l’impegno, anche se non siamo avvocatesse, ma insegnanti, operaie, casalinghe … è il nostro cuore che conta! Un cuore di donna, intorno a sé, sa vedere gli errori, sa parlare, combattere e agire con coerenza e determinazione, come Ruth.

L’intuito femminile, il genio femminile si esprime in tante circostanze.

Ruth ci ha aiutato a prendere coscienza delle nostre possibilità, dei nostri desideri e del cammino positivo nella storia che ognuno di noi puo’ fare per migliorare la condizione umana, a partire dalle nostre famiglie, le nostre amicizie, i nostri impegni lavorativi, il nostro credo religioso.

Elemento costante e necessario è una sorta di fede che ci spinge a rinnovarci e preparare un mondo migliore per chi viene dopo di noi….

Amalia Frascà

Socia A.D.I.C.

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