Home Ambiente Rifiuti, detriti e ruderi: benvenuti alla Tonnara di Palmi

Rifiuti, detriti e ruderi: benvenuti alla Tonnara di Palmi

Se si volge lo sguardo verso il mare il panorama è di quelli che spezzano il fiato: lo Scoglio dell’Ulivo in primo piano, la Sicilia all’orizzonte con l’Etna innevato che fa capolino, le Isole Eolie che, grazie all’assenza di foschia, si vedono nitide.

Sembra, addirittura, di poter toccare la Sicilia con le mani.

Ma volgendo lo sguardo al lungomare ed alla spiaggia, tutto questo incanto svanisce e lascia il posto a rabbia e disgusto.

Siamo a Palmi, sul lungomare della Tonnara, dove le passeggiate si fanno tra cumuli di sabbia e detriti, rifiuti ammassati e aree che il tempo e l’incuria hanno trasformato in ruderi pronti a crollare da un momento all’altro.

Si arriva alla Tonnara e la prima cosa che balza alla vista è il piazzale su cui sorgeva l’hotel Miami, demolito negli anni scorsi; l’area, mai bonificata né riqualificata, è diventata un parcheggio specie durante la stagione estiva, ma la sua stabilità è stata a lungo messa in discussione a causa di cedimenti e crepe che si sono aperte.

Quell’area, anziché essere interdetta al transito di persone ed alla sosta di veicoli, è fruibile e rappresenta un vero e proprio pericolo, dal momento che presenta diversi crateri e fratture.

Proseguendo da quest’area verso lo Scoglio dell’Ulivo, è tutto un tappeto di sabbia e rifiuti di ogni genere: lattine, fustini di detersivi, confezioni di merendine e pasta, bottiglie, ma anche sacchi pieni di ogni genere di rifiuto, ammassati agli angoli della strada tra erbacce e rami spezzati dal vento.

Sì, è vero, le mareggiate delle scorse settimane hanno reso quel luogo ancora meno decoroso e fruibile, una sorte di discarica visibile a tutti, ma anche prima la situazione era tutto fuorché rosea. 

La spiaggia era piena di rifiuti di ogni genere anche prima delle mareggiate, così come la strada ed il lungomare; il 29 Dicembre un gruppo di volontari ha ripulito una parte della spiaggia dai rifiuti più grossi, in particolare dalla plastica, ma è chiaro che la cura di un luogo non può passare per il lavoro di gruppi di volontari.