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Palmi: Scalfari scrive alla città

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Riceviamo e pubblichiamo:

Domenico Scalfari

Nel mese di settembre 2010, con l’accordo politico sottoscritto davanti ai vertici regionali del PdL, si era conclusa la crisi politico-amministrativa che aveva portato il Sindaco alle sue prime irrevocabili dimissioni con le quali avrebbe voluto spingere i Consiglieri Comunali del Pdl ad aderire alla sua anacronistica linea politica, di vecchio stampo, che aveva già ampiamente deluso le aspettative della Città.

-L’accordo politico raggiunto e condiviso in pieno dal Sindaco aveva il preciso scopo di dare finalmente impulso ad una energica,  trasparente e coraggiosa azione amministrativa, in grado di guardare al futuro e non solo a quella minima ordinaria.

-Malgrado ciò, però, il Sindaco non ha modificato i propri egocentrici atteggiamenti, neppure quando  si è trattato di portare avanti i concordati punti programmatici che interessavano lo sviluppo della Città, ostacolando perfino iniziative quali, ad esempio tra le tante: – la richiesta di destinare la Casa della Cultura anche a Sala Cinematografica; – di revoca della delibera di Giunta di aumento di oltre il 30% (!) delle tariffe dell’acqua; – di riduzione della Tosap e della Tarsu; – di rinuncia, da parte degli amministratori alle indennità di carica, con un possibile risparmio di € 135.000,00 annui da destinare alla Città…

-Il Sindaco, poi, in  piena programmazione estiva, ha revocato inopinatamente ed immotivatamente il mandato al Vice Sindaco e Assessore al Turismo ed ha rivolto accuse,  false ed infamanti (per le quali è ancora riservata ogni azione anche in sede penale), al gruppo consiliare del PdL.

Sono seguite iniziative del Sindaco, tanto puerili, quanto perniciose per la città.

-Il Sindaco ha, infatti, inutilmente  tentato  di accattare fiducia perfino presso quell’opposizione che lo aveva contrastato nella campagna elettorale e, quindi,  senza neppure considerare i danni a cui esponeva la Città, ha tentato pure inutilmente di utilizzare lo spauracchio della mancata approvazione del Bilancio di Previsione 2011 e del possibile Commissariamento, solo per ritrovare i necessari numeri per non doversi dimettere.

-Per raggiungere il suo scopo, il Sindaco ha falsamente e tendenziosamente fatto intendere che la mancata approvazione del Bilancio 2011 avrebbe impedito l’utilizzo delle somme necessarie per affrontare le spese della programmazione estiva e, in particolare, quelle della già deliberata Festa della Varia 2011; e ciò, malgrado sapesse che era possibile utilizzare dodicesimi del bilancio, per come per legge era ovviamente possibile e per come avesse in effetti già fatto, per fare fronte ad altre spese (scelte evidentemente a simpatia) per diverse decine di migliaia di euro, e, quindi, fosse ben consapevole della totale infondatezza di un siffatto assunto.

-Solo dopo avere riscontrato che la gente non era disponibile a credere alle sue puerili favolette sul bilancio, ha tentato, senza però riuscirvi, di porre rimedio ai danni provocati ed ha deliberato, proprio con le stesse risorse, prima negate, la programmazione dell’Agosto Palmese, resa pubblica in questi giorni.

-Così, la Festa della Varia 2011, programmata con regolare delibera della Giunta Comunale n. 38 del 10.02.2011, mai revocata, non è stata celebrata soltanto per l’azzardo del Sindaco che ha utilizzato la stessa per tentare di salvare la propria poltrona, privando la Città di un grandioso evento.

-Ovviamente, considerato che il Sindaco non si era nelle more ravveduto, in data 30 giugno 2011, unitamente alla sua ondivaga politica dispotica, veniva conseguentemente bocciato il suo Bilancio di Previsione 2011.

-Dopo le ulteriori dimissioni irrevocabili del 1° luglio c.a., poi puntualmente revocate, il Sindaco ha ricominciato a scodinzolare al PdL, ma, preoccupato ipocritamente solo di non farlo notare, non ha avuto il coraggio di ammettere i suoi errori soltanto per non doversi rimangiare le false accuse e per non ammettere implicitamente che il programma del PdL era in effetti serio, concreto e, questo si, portato avanti nell’esclusivo interesse della Città.

-Il Sindaco, invece, avrebbe dovuto ricordarsi che il PdL aveva avuto mandato elettorale per amministrare insieme a lui la Città (a differenza dell’opposizione) e, di fronte al suo serio programma (esattamente quello da lui stesso concordato), avrebbe dovuto tornare all’ovile, ringraziando comunque il PdL per la superiorità e lo spirito di servizio, coerentemente mantenuti.

-Le ulteriori dimissioni del 4 agosto c.a. (dovute al timore della nota raccolta delle 11 firme) sono state, questa volta, qualificate dal Sindaco definitive, ma le relative motivazioni continuano ad essere false.

-Non spiega, infatti, il Sindaco come mai afferma di non essere riuscito a “… ricucire le fila di una maggioranza sulla base di un programma concordato e condiviso di fine legislatura…”, quando, proprio lui, unitamente ai suoi fedeli, aveva già condiviso (senza mai minimamente censurarla) la indiscussa validità degli immutati punti programmatici del  PdL, univocamente diretti a perseguire il bene della Città, con iniziative che si allontanavano dalla vecchia politica clientelare, come ad esempio, tra le tante, la ferma proposta di abbassamento dei costi della politica, con la rinuncia a tutte le indennità previste per l’intera maggioranza.

-Ne consegue che si deve ritenere che il Sindaco non ha aderito al programma da lui stesso concordato in quanto teme che non gli verrebbe consentito in futuro di affossare, come prima,  le iniziative del PdL, per non essere costretto a riconoscere pubblico merito allo stesso, per la validità del progetto politico e per non ammettere i propri errori; per non dismettere l’inveterato malvezzo  di pretendere di avocare a sé qualsivoglia successo (perfino quello notoriamente altrui) scaricando, al contempo, su altri propri fallimenti, perfino quelli esclusivamente suoi, come, tra gli altri, gravissimo, la mancata celebrazione della Festa della Varia 2011 che ha privato la Città di importanti ed essenziali ritorni positivi, sul piano religioso e su quello socio /economico.

-LA POSIZIONE RISPETTO ALLE DIMISSIONI

-Preso doverosamente atto del mancato ravvedimento del Sindaco, dopo avere rilevato che lo stesso ha deciso, meditatamente, di andare in pensione dalla vita politica, rassegnando le sue“definitive” dimissioni del 4 agosto u.s., alcuni consiglieri del PdL hanno ritenuto, solo per alto senso di responsabilità (in ciò differenziandosi dal resto dell’Opposizione, con parte della quale continuano a non condividere idee, programmi e bassi profili …), di non potere, in un momento estremamente delicato, privare la Città (proprio durante l’Agosto Palmese ed in piena emergenza estiva) della propria amministrazione, considerando peraltro che il Primo cittadino oramai cesserà dalla carica prima di fine agosto o per le sue stesse dimissioni o, eventualmente, perché sfiduciato dal Consiglio Comunale.

-Pertanto, pur rimanendo ferma la differenziazione tra i Consiglieri in ordine alla raccolta delle 11 firme all’interno del PdL, è certo che lo stesso non è stato e non sarà disponibile a recedere di un solo millimetro dalle proprie posizioni programmatiche, convinto di essere a posto con la propria coscienza, per avere agito sempre nell’esclusivo interesse della Città, facendo tutto quanto umanamente possibile per rispettare il mandato ricevuto,malgrado i calunniosi e vigliacchi attacchi personali ricevuti da parte del Sindaco, per portare a compimento, come improrogabile priorità, lo sviluppo ed il rilancio della Città, a fronte della prevaricatrice politica fallimentare del Primo Cittadino, unico responsabile, per avere deviato dalla retta via, delle proprie azioni e del futuro amministrativo della Città.

Avv. Domenico Scalfari
Presidente del Consiglio Comunale e componente del Gruppo Consiliare PdL)

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