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Palmi, FI: «Basta ritardi sul Piano di risanamento ambientale e dismissione antenne sul Sant’Elia»

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Riteniamo opportuno continuare a tenere informati i palmesi sulle nostre iniziative all’interno del Consiglio comunale, sulle risposte ottenute dall’Amministrazione comunale e sui risultati conseguiti.

In tal senso, in data 14.10.2022 abbiamo interrogato il Sindaco sui ritardi nell’esecuzione dei lavori di dismissione impianti/antenne e sull’avvio dei lavori di risanamento ambientale da inquinamento elettromagnetico dei Piani di Sant’Elia, Area Belvedere, con spostamento dell’acquedotto, attività finanziate dalla Regione Calabria nel lontano ottobre 2017.

Sul punto è intervenuto l’Assessore Riotto direttamente nel corso del Consiglio Comunale del 28.11.2022. Sostanzialmente, sulla messa in sicurezza dell’attuale struttura e sullo spostamento del serbatoio, è stato riferito in Consiglio che l’aumento dei costi e la complessità strutturale non consentono più il contestuale compimento di entrambe le attività.

Quanto alla questione della dismissione delle antenne, è stato riferito che sulla struttura risultano ancora installate antenne delle forze dell’ordine e che nel momento in cui avremo la struttura liberata saremo in una fase avanzata.

Beh, dichiarazioni che vanno a cozzare con il lungo tempo trascorso (addirittura più di 5 anni dall’ottenimento del finanziamento regionale) e con le comunicazioni all’epoca rilasciate dal Sindaco e dall’allora Assessore all’Ambiente e Paesaggio del Comune di Palmi, i quali comunicavano alla cittadinanza «di aver intrapreso sin dall’agosto 2017 il progetto di  riqualificazione ambientale e paesaggistica del sito interessato da anni dalla localizzazione di impianti e antenne di trasmissione radio, video etc, strutture che hanno gravemente compromesso la qualità ambientale e la sicurezza sociale dei fruitori della straordinaria area panoramica dei piani di Sant’Elia in prossimità della Chiesa e della torre-acquedotto» e che «le attività di dismissione delle numerose antenne, tralicci, cavi aerei e interrati da parte dei gestori e enti, su direttive dell’ente è cominciata già nei mesi di novembre 2017 e si sta concludendo in questi giorni grazie ad un lavoro quotidiano di monitoraggio e di procedure tecniche ed amministrative. Gli impianti localizzati impropriamente anche sulla torre-acquedotto hanno provocato il degrado ed il dissesto della struttura, oltre che l’occupazione non controllata di servizi e ambiti naturali del tutelato contesto».

In buona sostanza, all’epoca, ai cittadini veniva propinata una realtà del tutto diversa ovvero che tutto procedeva celermente verso la positiva conclusione di tutte le operazioni in essere. Evidentemente, trattavasi di comunicazione fuorviante.

Se oggi, quindi, è registrabile un aumento dei costi e se le somme non sono reputabili come sufficienti, ciò è da reputarsi naturale visti gli oggettivi ritardi (ben 5 anni) nel compimento di quanto dovuto.

Non abbiamo neanche ricevuto una risposta certa sulla data di inizio dei lavori.

E allora, tutti noi siamo pienamente soddisfatti per l’iniziativa della Città Metropolitana di Reggio Calabria che ha destinato 100.000 euro per il monte Sant’Elia, ma non possiamo continuare a mantenere un’area meravigliosa come quella in questione nel più assoluto abbandono.

È a rischio l’incolumità dei visitatori, è sfregiato un grande patrimonio naturalistico che, invece, andrebbe preservato. Continueremo a seguire la vicenda e a sollecitare gli adempimenti necessari.

I consiglieri di Forza Italia
Ilaria Sorbilli e Giancarlo Palmisano

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