Palmi, domani il Consiglio comunale

Tra i punti all’ordine del giorno ci sono la questione del Porto di Gioia Tauro ed il federalismo differenziato


Domani 5 marzo, riprenderanno i lavori del Consiglio comunale della Città di Palmi, e saranno portate all’attenzione della più alta assise politica cittadina due proposte di delibera fortemente volute dall’ Amministrazione.​

La prima di queste ha come oggetto il federalismo differenziato: proporremo al Consiglio comunale di sostenere la risoluzione n. 1/2019 sul regionalismo differenziato, ex articolo 116 della Costituzione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria ed esprimendo le nostre preoccupazioni per i rischi connessi all’applicazione delle forme di autonomia richieste dalle tre regioni del nord. Chiederemo ai Presidenti di Camera e Senato di avviare un approfondito dibattito, nelle rispettive aule parlamentari, su temi e questioni inerenti il federalismo differenziato e inviteremo il Presidente della Repubblica, quale garante dell’unità nazionale, ad intervenire con autorevolezza per impedire questo tentativo di “secessione”. 

Qualora il Consiglio comunale dovesse approvare la proposta di deliberazione, porremo in essere ogni atto utile e necessario per avviare la formazione di un largo fronte di Amministrazioni comunali italiane affinché si avvii una profonda discussione sul tema del federalismo differenziato nei Consigli comunali d’Italia, da nord a sud, al fine di proporre spunti per una revisione di alcuni aspetti cruciali del regionalismo italiano, affinché si vada verso un regionalismo cooperativo e solidale e non divisivo ed oppositivo. Questa riforma deve essere assolutamente fermata, perché rischia di dividere l’Italia in italiani di serie A ed italiani di serie B e aggravare le differenze tra un’area del Paese e l’altra. La Repubblica deve rimanere “una ed indivisibile”.


Con la seconda proposta di deliberazione, richiameremo all’attenzione del Governo centrale, la vicenda del Porto di Gioia Tauro. Il Consiglio sarà infatti chiamato ad esprimere la solidarietà ai lavoratori del Porto, in quanto centinaia di posti di lavoro sono a rischio, dove centinaia di famiglie potrebbero cadere in una grave situazione di incertezza e precarietà. Inviteremo il Governo a prendere le dovute iniziative, chiamando in causa sia il Presidente del Consiglio dei Ministri che il Ministro delle Infrastrutture, affinché si occupino in prima persona della vicenda, intervenendo a tutela del Porto e dei lavoratori portuali, producendo fatti concreti nell’ottica di salvaguardare i posti di lavoro e di potenziare il Porto di Gioia Tauro.