HomeCronacaOperazione "Infinito": 4 anni all'ex giudice Giancarlo Giusti

Operazione “Infinito”: 4 anni all’ex giudice Giancarlo Giusti

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PALMI- Avrebbe fatto «mercimonio della funzione» per ricevere dal boss «utilità economiche e altro», anche viaggi ed escort in hotel di lusso, e per lui l’accusa era quella di corruzione in concorso col il boss della ‘ndrangheta Giulio Lampada. Accuse pesanti, che sono costate una condanna a quattro anni di reclusione e cinque di interdizione all’ex giudice del foro di Palmi Giancarlo Giusti.

Al termine del rito abbreviato, celebrato a Milano, questa la sentenza per l’ex giudice che amava la bella vita, le donne, i soldi ed il potere, e che invece è finito in carcere, mandando per aria la propria carriera.

Condannati anche Domenico Gattuso, 6 anni, e  l’avvocato Vincenzo Minasi, 4 anni e 4 mesi.

Erano stati tutti arrestati il 30 novembre dell’anno scorso nell’ambito di una tranche dell’inchiesta ‘”Infinitò “coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini.

Per il magistrato Giusti, cosi’ come per l’avvocato Minasi, il giudice , che ha in sostanza accolto le richieste del Pm della Dda milanese Paolo Storari , ha stabilito anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

Condannati anche il direttore dell’hotel ‘Brun’ di Milano, Vincenzo Moretti (2 anni con la sospensione condizionale della pena), e Domenico Gattuso, presunto fiancheggiatore della cosca, a 6 anni.

Stando alle indagini del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dei pm Storari e Alessandra Dolci, l’avvocato Vincenzo Minasi era uno dei rappresentanti della cosiddetta ‘zona grigia’ della ‘ndrangheta. Giusti, 45 anni, dal 2001 giudice delle esecuzioni immobiliari a Reggio Calabria, dal 2010 gip a Palmi e poi sospeso dal Csm con l’arresto, sarebbe stato invece a “libro paga” della ‘ndrangheta.

La mafia calabrese dei Lampada, secondo l’accusa, oltre ad offrire “affari” a Giusti, avrebbe appagato quella che nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Giuseppe Gennari era stata definita una vera e propria “ossessione per il sesso”, facendogli trovare “prostitute” in alberghi di lusso milanesi, con le spese di soggiorno e di viaggio comprese nel prezzo della corruzione.

Il giudice venne arrestato lo scorso marzo per corruzione aggravata dalla finalità mafiosa in uno dei ‘filoni’ dell’inchiesta sulla cosca dei Valle-Lampada. Il direttore dell’hotel milanese ‘Brun’ – uno degli alberghi frequentati da Giusti – era invece accusato di favoreggiamento personale.

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