‘Ndrangheta, bliz contro la cosca Molè: operazioni in tutta Italia e all’estero

0
48

Dalle prime ore di oggi è in corso – coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri – una vasta operazione contro le cosche di ndrangheta del versante tirrenico reggino. Investigatori della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo, con il supporto di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e di personale di altre Squadre Mobili stanno eseguendo, in diverse regioni d’Italia e all’estero, decine di ordinanze a carico di capi e gregari delle ndrine della piana di Gioia Tauro nonché il sequestro preventivo di aziende, beni immobili, terreni e rapporti finanziari.

I soggetti colpiti da misura cautelare sono indagati per associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi, estorsione, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, traffico internazionale di stupefacenti. 

Sono oltre cento le misure cautelari chieste e ottenute da tre procure distrettuali antimafia, quelle di Milano, Firenze e Reggio Calabria. Al centro dell’indagine, nel corso della quale è stata sequestrata anche una tonnellata di cocaina proveniente dal Sudamerica, la cosca Molè della Piana di Gioia Tauro, le sue ramificazioni in Lombardia e Toscana e le proiezioni all’estero. Gruppi che, seppur dotati di una certa autonoma, operavano in stretta sinergia.

A condurre le indagini sono state le squadre mobili di Reggio Calabria, Milano, Firenze e Livorno, coordinate dal Servizio centrale operativo della Polizia. Al filone milanese dell’inchiesta ha lavorato anche il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Como. I dettagli dell’operazione saranno illustrati in tre distinte conferenze stampa che si terranno alle 10.45 in procura a Milano e Firenze e in questura a Reggio Calabria, presso la sala Calipari alla presenza del Procuratore Giovanni Bombardieri, del Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato Francesco Messina, del Questore Bruno Megale.