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Il ricordo di Papa Ratzinger nelle parole di Amalia Frascà: «Mi hai insegnato che silenzio, solitudine, studio alimentano l’incontro con gli altri e talvolta cambiano le persone»

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Mi hai insegnato che ce la possiamo fare ad affrontare le cose nuove, impreviste, pesanti, per le quali si sa che i lupi sono in agguato. Ce la faremo – tu ci insegni – perché non siamo soli.

Mi hai ricordato che il silenzio è importante per la comunicazione, perché mi consente di ascoltare con la giusta attenzione, invece di imporre il mio punto di vista inopportuno.

Mi hai consigliato di guardare negli occhi il mio interlocutore e rivolgergli lo sguardo con affettuosa attenzione.

Mi hai fatto capire che la sapienza è anche conoscere se stessi e i propri limiti, e che il cambio di vita non è una colpa o una limitazione, ma una nuova opportunità offertaci per continuare la nostra missione sulla terra, anche se in un altro modo.

Mi hai fatto riflettere sul dialogo che è uno scambio di idee, di certezze nella fede, una conquista, una vittoria per chi scambia il proprio pensiero nella sincerità e nella gioia e riconosce nell’altro l’accoglienza e l’intelligenza della parola, anche se non tutto e condiviso.

Papa Benedetto, papa gentile, umile, riservato, dolce, sommo per tutti; nel silenzio della Casa Santa Marta hai pregato, meditato, studiato e scritto per ogni uomo di buona volontà.

Mi hai fatto capire che tante sono le persone alla ricerca di Dio e dei suoi Profeti sulla terra, e che tante sanno riconoscere il valore dell’umiltà in questo mondo assetato di potere ed esteriorità.

La tua calda presenza accanto a Papa Francesco, nella fede, nella sincera amicizia e devozione vicendevole, mi fa comprendere quanto conta il rispetto e l’affetto tra gli uomini e quanto grande è il contributo degli uomini di Dio nella crescita delle anime.

La curiosità ti spingeva a conoscere, ad aspettare le storie raccontate da chi incontravi e che, certamente, non immaginava quanto eri felice di un altro incontro importante per la propria vita di uomo di Dio.

Così mi hai insegnato che silenzio, solitudine, studio alimentano un significativo incontro con gli altri e forse, talvolta o spesso cambiano le persone.

Basta aprire il cuore ad altri cuori, nella semplicità di ogni essere umano in ricerca della pace interiore.

Tu dici: «Se credi non sei solo».

Mi insegni la pace anche se mi sento in guerra…

E, ripensandoci, la guerra – dentro di me – non c’è più.

                                             A. Frascà

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