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Gli Italiani che ci rendono orgogliosi

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Di Anna Pizzimenti – Ieri, 2 giugno, la Repubblica Italiana ha compiuto 78 anni e il compleanno della nostra Repubblica è stato anche occasione per celebrare gli italiani e le italiane che si sono distinti nel loro percorso di vita e di lavoro e che rendono onore alla nostra Nazione.

Fra i venticinque cittadini italiani che hanno ricevuto dal Presidente della Repubblica l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, c’è Pietro Beccari, dal 2023 presidente e amministratore delegato di Louis Vuitton.

Un Italiano in Francia: perché mi soffermo proprio su di lui?

Perché ci sono storie che travalicano i confini delle pagine dei libri che ne contengono la narrazione, e ci sono storie di vite che, una volta conosciute, riappaiono nella quotidianità, come il volto di un amico che non si vede da tempo, ma di cui si è seguito il percorso negli anni e che ad ogni nuovo incontro riaccende i ricordi passati.

Pietro Beccari è uno di questi: uno de “Les Italiens”, l’esercito dei tredici “talenti italiani che hanno conquistato la Francia”, che grazie all’omonima opera prima di Dario Maltese stanno attraversando l’Italia riscuotendo interesse e tributando al loro “narratore” il meritato successo.

Lo scorso marzo, su iniziativa di Mondadori Point e della sua responsabile Emanuela Gioffrè, “Les Italiens” è arrivato anche a Palmi insieme al suo autore, Dario Maltese, giornalista e noto volto del TG 5. 

Mi viene affidato il graditissimo incarico di curare la presentazione del libro, davanti a un pubblico nutrito, attento e partecipe, radunato nella bella sala del Consiglio comunale “Cardone”.

Dario Maltese manifesta subito la sua cordialità e la sua signorile simpatia, accentuata da un luminoso sorriso: è uomo del Sud, di quei “Sud del mondo” la cui appartenenza si lega a una cittadinanza che travalica i recinti geografici, creando subito intesa ed empatia

Maltese è il narratore dei tredici autentici fuoriclasse, cui si riferisce il titolo del libro: Francesca Bellettini, Carla Bruni Sarkozy, Pietro Beccari, Eleonora Abbagnato, Giuliano da Empoli, Vittoria Colizza, Angelo Musa, Monica Bellucci, Luca de Meo, Philippine Leroy-Beaulieu, Paolo Roversi, Giambattista Valli, Claudia Ferrazzi. Sono loro i connazionali che si sono distinti Oltralpe in differenti contesti lavorativi, al punto da diventare eccellenze stimate e insignite di prestigiosi riconoscimenti e onorificenze. 

Ed è da quel tiepido pomeriggio di marzo che molti di quei nomi ritornano nelle pagine della cronaca, evocando con la loro immagine l’incredibile patrimonio di successi, professionali e personali, di cui si era parlato nel corso di quell’incontro con Maltese.

Così rimbalzano le immagini televisive di Monica Bellucci sui red carpet, di Eleonora Abbagnato e del docufilm sulla sua vita, di Carla Bruni, splendida sulla Croisette a Cannes, di Philippine Leroy-Beaulieu e della stagione numero 4 di Emily in Paris, girata in parte a Roma, la presenza di Pietro Beccari al Gran Premio di Montecarlo, accanto alla Louis Vuitton Cup e, proprio negli ultimi giorni, nominato Cavaliere del Lavoro.

I riscontri mediatici citati costituiscono solo una conferma della brillante intuizione di Dario Maltese di raccontare e di far conoscere meglio al grande pubblico non solo il talento di tredici italiani in Francia, ma anche la strada da essi percorsa per arrivare al successo, lungo un cammino fatto di grandi sacrifici, rinunce, privazioni, ma anche di tenacia, determinazione e fiducia.

Non è con l’occhio intrusivo da Grande Fratello che Maltese compone le biografie dei suoi personaggi, ma con quello vigile e attento del giornalista di mestiere, quale egli è: ne raccoglie vissuto e confidenze, componendoli in una dimensione narrativa autentica, in cui sono gli stessi protagonisti a parlare e a raccontarsi (e l’uso del virgolettato è un sigillo sulla autenticità della fonte diretta del narrato), lasciando al cronista il compito di raccordarne in modo armonioso e accattivante ricordi e progetti futuri.

I personaggi cedono, dunque, il posto alle persone, che scostando la patina dorata che li circonda, lasciano intravedere la propria humanitas: c’è chi è più determinato, chi più malinconico, chi più coraggioso, chi può definirsi più fortunato, chi più moderato. Accomunati, la maggior parte, dal distacco dalla provincia italiana in cui sono cresciuti (e in cui tornano spesso o in cui non escludono di tornare definitivamente) e dall’opportunità di avere ricevuto Oltralpe, a giudizio di chi scrive, il giusto riconoscimento per i propri meriti lavorativi, molto più di quanto non sarebbe potuto accadere in Italia.

E pur non essendo questa l’intenzione del suo autore, trovo che il libro di Maltese abbia anche una funzione educativo-moralizzatrice: rivolta la prima ai giovani, che attraverso esempi contemporanei possono avere modelli di riferimento per le proprie future carriere; indirizzata alla società italiana la seconda, le cui belle virtù, tanto amate e ammirate all’estero, sono a volte compromesse da quel nostro modo di fare, così tipico, che solo chi vive oltre frontiera riesce a mettere a fuoco realmente.

Quindi grazie all’autore, al quattordicesimo Italien, Dario Maltese, per questa interessante raccolta di biografie, che c’inorgogliscono, ma che al contempo si schiudono a riflessioni su come il lavoro, a cui la nostra Costituzione riconosce il valore fondante della Repubblica e la matrice della dignità dell’uomo, debba consentire il meritato riconoscimento, anche in patria, a chi onora la nostra Nazione e rende ancora grande l’Italia.

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