HomeAltre NotizieGerace, quel borgo antico dove si respira un'aria tutta nuova

Gerace, quel borgo antico dove si respira un’aria tutta nuova

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Di Deborah Serratore – Respirare un’atmosfera di novità in un borgo antico. Ciò è possibile grazie al progetto “Chiese Aperte 2020”, promosso dalla Diocesi di Locri-Gerace e finanziato dall’ 8×1000 alla chiesa cattolica a cura dell’Associazione Meissa e che prosegue riscuotendo grandi consensi. Domenica 16 agosto, infatti, si è tenuta a Gerace la prima di una serie di aperture straordinarie di quattro chiese, scelte dall’associazione, fra quelle di più difficile fruibilità. Per tutto il giorno i giovani volontari aderenti al progetto, formati dal corso di formazione online da poco concluso, si sono resi disponibili alle domande, alle curiosità dei turisti, raccontando nel dettaglio, tutti gli aspetti relativi storia ecclesiastica e storico – artistica di quattro chiese geracesi, la cui competenza è gestita da Diocesi e Confraternite.

Proprio nell’ambito di una confraternita sorge la chiesa del Sacro Cuore e di Maria Ss.ma del Rosario: d’impianto medievale prima, ottocentesca poi. Dopo il terremoto del 1783 venne abbellita da artisti serresi con pregevoli stucchi. Questo tipo di decorazioni arricchisce anche l’Oratorio dell’Addolorata, compresa la sua cupola a otto spicchi. I volontari hanno inoltre mostrato ai turisti la pavimentazione, lucidissima, realizzata presso i laboratori di ceramica dell’Istituto d’Arte “A. Francipane” di Reggio Calabria, circa dieci anni fa, e che riprende l’antico motivo decorativo di cui è fruibile ancora oggi in un piccolo saggio. Il grande progetto di restauro ha visto coinvolte molte scuole reggine che si sono occupate sia in modo pratico che teorico di supportare i restauratori e la Sovrintendenza.

Altra tappa del tour di visite guidate è Sant’Anna, parte di un complesso monastico risalente al 1344, fondato da un geracese, Zaccaria Carbone. Il monastero, dall’antica torre campanaria, ha subìto diversi restauri, e si è prestato a vari utilizzi, fu infatti centro di formazione per novizie, e perfino un ospedale. La chiesetta accoglie una pala dedicata alla Santa, commissionata da una famiglia di Stilo. Tutta da scoprire e valorizzare è poi la chiesa, risalente al XIII secolo, di San Michele de’ Latinis, il cui nome deriva dalla famiglia che l’ha fatta costruire; l’appellativo potrebbe risalire inoltre alle celebrazioni che avvenivano in rito latino, anche quando a Gerace era diffuso il rito greco. Gli stessi colori e pavimentazione della cripta nella Cattedrale, spiegano le guide, collegherebbero questa chiesetta alla principale.

Sant’Anna, San Michele, Addolorata, Sacro Cuore: chiese antiche messe a nuovo per essere visitate e utilizzate. Imperdibili perciò gli appuntamenti di domenica 23 e 30 agosto, in cui il borgo delle cento Chiese (il numero oscilla da 106 a 120, ma circa 20 sono fruibili), recupererà –grazie a impegno e preparazione dei volontari- un pezzetto di storia dimenticata.

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