Denaro a un magistrato per scarcerare affiliati ai Bellocco: indagato l’avvocato Veneto

Il penalista palmese è accusato dalla Procura di Catanzaro di corruzione in atti giudiziari per fatti che sarebbero avvenuti nel 2009

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Corruzione in atti giudiziari aggravata dalla modalità mafiose: è la pesante accusa che la DDA di Catanzaro ha mosso nei confronti dell’avvocato Armando Veneto del Foro di Palmi e di Domenico Bellocco, Vincenzo e Gregorio Puntoriero, Vincenzo Albanese, Giuseppe Consiglio e di Rosario Marcellino. 

Secondo l’esito delle indagini svolte dai magistrati catanzaresi, il reato si sarebbe consumato nell’Agosto del 2009 in concorso con il magistrato Giancarlo Giusti, trovato morto nella sua abitazione il 5 Marzo 2015.

All’epoca dei fatti Giusti era componente del collegio del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, e a lui gli indagati avrebbero versato somme di denaro per ottenere provvedimenti in favore della cosca Bellocco di Rosarno.

Stando a quanto ricostruito dalla Procura di Catanzaro, l’avocato Armando Veneto, si sarebbe “servito” dell’amicizia con il magistrato Giusti e Domenico Puntoriero – imparentato con la famiglia Bellocco – per corrompere il magistrato a cui avrebbe versato la somma di 120mila euro per ottenere l’annullamento di un’ordinanza di custodia cautelare.

Nell’udienza del 27 agosto del 2009, il giudice annullò l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti dei componenti della cosca Bellocco, ossia Rocco e Domenico Bellocco e Rocco Gaetano Gallo.

Stando all’accusa, dunque, tutti si sarebbero spesi per agevolare le attività della cosca, favorendo il ritorno in libertà dei tre esponenti di spicco.