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Dal trionfo del 2012 alla débâcle 10 anni dopo: finisce l’era del centrodestra di Barone?

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124 candidati al consiglio comunale, 8 liste e i 4 partiti del centro destra uniti a suo sostegno. Eppure qualcosa è andato storto e Giovanni Barone, principale sfidante del candidato a sindaco uscente e vincente, Giuseppe Ranuccio, si è dovuto accontentare di un misero 32,15%, finendo all’opposizione.

Sconfitta sonora e amara, resa ancora più pesante dal fatto che, almeno fino ad un certo punto del percorso verso le elezioni, la coalizione è stata certa di poter vincere; del resto il ritorno in campo in prima persona dello stesso Barone ne è stato chiaro segnale: un ex sindaco difficilmente si sottopone una seconda volta al giudizio della città se non è sicuro di avere il consenso, e questa volta non lo ha avuto.

Nel 2012 Barone ha vinto al ballottaggio contro l’ex magistrato della dda di Reggio Calabria, Salvatore Boemi, con una percentuale del 64,2%, la stessa con cui ieri Giuseppe Ranuccio ha vinto al primo turno.

Una campagna elettorale all’attacco

Se, come più volte ripetuto nelle settimane che hanno preceduto il voto, è vero che questa campagna elettorale si è caratterizzata per i toni acerbi e poco concilianti, per un utilizzo dei social che non ha sempre ha seguito le regole della Netiquette, è altrettanto vero che Giovanni Barone dal palco non le ha mandate di certo a dire ai suoi avversari politici, in particolar modo a Giuseppe Ranuccio e a parte dei suoi candidati.

Eppure durante il primo comizio, quello di presentazione delle liste, aveva utilizzato uno stile pacato, che lasciava intendere che avremmo assistito a tutt’altro genere di campagna elettorale. Ma già una settimana più tardi la musica era cambiata, con attacchi diretti al candidato Ranuccio, ad alcuni suoi candidati, come Sina Bruno e Sandra Pugliese, e addirittura al corpo di polizia locale ed al comandante Managò.

Chi avesse voluto sapere qualcosa del suo programma politico (o amministrativo?), avrebbe potuto far riferimento ad un volantino in cui questo era elencato in 10 punti.

Ma ai palmesi davvero interessavano le beghe di cui Barone parlava? Non sarebbe stato più produttivo non perdere tempo dietro a questi sterili attacchi, ma concentrarsi su idee e programmi?

Il centrodestra unito: valore aggiunto?

Forza Italia, Udc, Fratelli d’Italia, Lega: altrove, in Italia, hanno sfondato. A Palmi no. Un vero e proprio flop, una mannaia che adesso impone ai politici dell’area di centro destra una attenta riflessione.

Forza Italia, che a ottobre, nella competizione regionale, ha espresso addirittura un consigliere di maggioranza di Palmi, Giuseppe Mattiani, con 1.818 voti è riuscito a piazzarsi solo al terzo posto nella classifica dei partiti con più voti, preceduto dalle liste civiche Ranuccio sindaco (2.675 voti) e Cambiamenti (1.998 voti), entrambe a sostegno del sindaco uscente e riconfermato.

Una lista che non è stata sostenuta neanche dall’ex consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Giannetta, che proprio oggi ha comunicato, attraverso una nota stampa, di aver ottenuto un grande risultato conquistando «un importante seggio a Palmi, con la lista Ogni giorno Palmi».

Non sfonda la Lega, che si è fermata a 632 voti, ottenendo un solo seggio, così come Fratelli d’Italia che non è riuscita ad ottenere neanche un seggio.

In caduta libera l’Udc, il partito di cui Barone ha fatto parte quando è stato consigliere provinciale, che doveva essere la lista di punta e che si è rivelata disastrosa: appena 81 voti e fuori dai giochi sin dalle prime battute, nonostante la mossa svelata venerdì scorso dal commissario provinciale Paolo Ferrara, di inserire candidati forti dell’Udc anche in altre liste. Già, ma chi erano questi candidati?

Candidato sbagliato?

Ce lo siamo chiesti un po’ tutti, ne abbiamo discusso anche ieri pomeriggio, nel corso del collegamento con il collega di Esperia Tv Salvatore Audia, durante la diretta dello spoglio: il centrodestra ha fallito perché ha sbagliato candidato?

Non c’è certezza di questo, nessuno può sapere se ci sarebbe stato un altro risultato con un candidato diverso o se la storia era già scritta. Una cosa però era chiara sin da subito, e sorprende come un uomo che fa politica da decenni come Barone non abbia saputo leggere ed interpretare il sentimento di una città che non voleva affidare ad un anziano della politica il proprio futuro.

E se si fosse lasciato spazio a qualcuno più giovane? E se le liste si fossero svecchiate lasciando spazio a volti nuovi e con meno rughe?

No, non possiamo saperlo come sarebbe andata, lo abbiamo detto. Sappiamo che così, però, il centrodestra ha spianato la strada a Giuseppe Ranuccio…

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