Caso noleggio mezzo Ppm, le parole del sindaco Ranuccio

Palmi, affondo del primo cittadino che replica al consigliere Ippolito. «Per fortuna la città non vi ha scelti»

Il comune di Palmi

«Se non querelo è solo perché ritengo che i nostri tribunali abbiano cose ben più importanti di cui occuparsi, rispetto alle illazioni e le frustrazioni di qualcuno che impiega il suo tempo provando a demolire tutto e tutti, vedendo, in maniera maniacale, ombre e reati ovunque, arrecando spesso nocumento alla città intera».

È il sindaco Giuseppe Ranuccio a pronunciare queste parole per replicare al consigliere di opposizione Pino Ippolito ed al Circolo “Armino” sulla ormai nota vicenda relativa al noleggio di un mezzo della Ppm utilizzato dal fioraio per completare l’addobbo floreale in occasione del matrimonio del primo cittadino.

Inquieto
Inquieto Inquieto Ape maia Inquieto

Ieri è toccato al presidente della municipalizzata, Angelo Langone, rispondere al consigliere Ippolito, oggi è stata la volta del sindaco. 

«Tra le attività che può svolgere la municipalizzata – dice ancora Ranuccio – è espressamente prevista la possibilità di noleggiare mezzi a privati, e-o di svolgere servizi per essi, per il perseguimento dell’oggetto sociale, come riportato nella visura camerale. Quella fa fede e legittima tali attività, non lo statuto né la carta dei servizi».

Inoltre, essendo la Ppm una SpA, può pacificamente erogare servizi a privati, purché questi non superino il 20% delle prestazioni annualmente svolte; il rimanente 80% infatti, deve essere per legge erogato in favore della Pubblica Amministrazione.

«Invece di chiedere scusa e tacere, ammettendo di aver fatto una figura barbina, oltre che una vigliaccata, si torna ancora sull’argomento, continuando a mentire o quantomeno mostrare totale ignoranza sul funzionamento di una società partecipata – attacca Ranuccio – Per fortuna dei cittadini palmesi non avete vinto le elezioni. Non sono questi i problemi della città e questa comunque non è politica ma beceri attacchi personali, peraltro infondati».