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Al “Pizi” di Palmi la Notte Nazionale del Liceo Classico

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Un successo oltre le aspettative la Notte Nazionale del Liceo Classico, evento dell’11 Gennaio del 2019 che si ripete per la terza volta al “Pizi” di Palmi.

Un’iniziativa densa di attività culturali che “è un modo alternativo e innovativo di fare scuola e di veicolare i contenuti … Tutti insieme, in un’Italia finalmente unita nell’ideale di difesa, promozione e salvaguardia delle nostre radici più autentiche, quelle della civiltà greco-romana”, come recita la nota trasmessa dal professore Rocco Schembra ai Licei Classici d’Italia che hanno registrato l’iscrizione nel portale della Notte Nazionale.

Momenti di convivialità e di riflessione su temi di attualità, partendo dai contenuti letterari: un’occasione per dimostrare che ciò che si ritiene lontano passato è quanto mai vicino, nel ciclo infinito della storia che sempre si ripete.

Studenti che hanno creduto in un evento che li rende protagonisti assoluti della scena, materializzando, con parti recitate, scenografie e costumi, quei saperi che non tramontano mai.

La Dirigente Scolastica, professoressa Maria Domenica Mallamaci, supportata con grande entusiasmo da tutto il corpo docente e dagli studenti, ha approvato pienamente l’adesione all’evento nazionale, perché crede fortemente che la cultura, quando viene interiorizzata anche attraverso canali diversi dal “libro”, diviene davvero veicolo di importanti messaggi umani e di crescita civica.

Lungi dall’essere additati come difensori di idee politiche che non a tutti piacciono, il Liceo Classico “Pizi” di Palmi crede che la scuola debba essere veicolo di sensibilizzazione verso tutti i temi che sono propri per ogni fascia d’età e di ceto sociale e la filantropia è quel valore morale che è stato trasmesso attraverso l’attualizzazione di un testo antico, quale Le Supplici di Eschilo, la cui  trama è stata riadattata e “riletta” in chiave moderna con una scenografia, seppur semplice, che invia messaggi silenziosi: la nave in scena, infatti, ha rappresentato le molte “carrette” del mare a cui i “migrantes” si affidano ancora oggi, purtroppo, in cerca di una lunga speranza di vita, fuggendo da oppressioni politico-religiose. Le molte sartie legate sui fianchi dello scafo malridotto, trascinato a fatica in scena, hanno indicato, nell’immaginario collettivo, gli incontri di braccia fra chi si sporge dalla chiglia della nave in cerca di aiuto e chi protende le mani per offrire immediato soccorso.

Anche la drammatizzazione dell’Apokolokyntosis di Seneca, con il suo messaggio ironico-divertente, ha fatto riflettere sulla gestione scorretta del potere, filtrata attraverso l’occhio critico del grande filosofo stoico.

Significative e interessanti, per gli spunti di riflessione che hanno offerto, tutte le performance, che hanno riguardato i Promessi sposi, nella selezione della fantastica “Notte degli imbrogli”, col matrimonio a sorpresa di Renzo e Lucia davanti ad uno sconcertato Don Abbondio; Le Nuvole di Aristofane, con la meditazione, quanto mai attuale,  tra i vecchi sistemi educativi, ormai superati, e i nuovi, molto discutibili: esilaranti i personaggi di Strepsiade e di Fidippide; i giochi antichi con la corda, con la trottola, col carro a palline, col lancio della pitta; danze tipiche greche, come l’Hasapiko, magistralmente eseguito in una coordinata coreografia; La locandiera di Goldoni, con Mirandolina che si è saputa destreggiare tra spasimanti e colpi di scena; Il mito di Pollon, col la rivisitazione dei miti più famosi attraverso cartoon di una serie televisiva di successo; Il sogno di Galileo, con una specifica selezione dal Musical relativa al Sole, alla Luna e ai sei Pianeti conosciuti nel Sedicesimo secolo; le Leggi di Keplero, canzone di Lorenzo Baglioni, che, riproposta con danza e testo, ha consentito l’approfondimento delle tre Leggi; Il mercante di Venezia (in Lingua Inglese) con la selezione della parte riguardante “ La scelta dello scrigno di Bassanio”, il cui protagonista non si ferma all’apparenza, ma mira alla realtà delle cose, scegliendo lo scrigno di piombo che gli assicura la vera felicità, che è poi quella vera e duratura: l’amore di Porzia; i quadri viventi: La Vergine Annunciata di Antonello da Messina, La ragazza con orecchino di perla di Vermeer, il Cenacolo di Leonardo, la Grande ballerina vestita di Degas; La Divina Commedia, riproposta con una breve sintesi drammatizzata dei canti più belli estratti dalle tre Cantiche, per inneggiare all’amore, per commentare le ormai lontane vicende politiche fiorentine e per far trionfare il senso Cristiano, permeato di grande afflato religioso; le fiabe e i social network; esecuzione di brani moderni a cura degli studenti con doti canore e musicali; visione del video comune per l’apertura dell’evento; lettura drammatizzata, prima in Greco, poi in Italiano, de “Il lamento dell’esclusa”, testo comune selezionato per la chiusura della Notte Nazionale a mezzanotte, all’unisono con tutti i Licei Classici che hanno aderito all’iniziativa; presentazione, ad intervalli, dei brani comuni che hanno superato la selezione tra quelli inviati per la partecipazione alla Notte Nazionale.


Molti i genitori presenti che hanno collaborato con la scuola e che hanno sostenuto l’iniziativa perché, aperti alle innovazioni in ambito di riforme scolastiche, hanno creduto e credono che la scuola del 2019 non sia più quella fatta solo di lezioni cattedratiche e di pedisseque verifiche, ma è un “contenitore” di nuovi strumenti didattici per consentire e facilitare quella riflessione culturale sui testi che la scuola deve garantire, oggi in forme diverse da quelle “ottocentesche”.


Il Liceo Classico, con la sua partecipazione all’evento “Notte Nazionale del Liceo Classico”, dimostra di saper essere avanguardista, volgendo il suo sguardo al passato per vivere bene il presente e progettare il futuro dei giovani studenti.

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