HomeCronacaTentato omicidio Nizzari, assolto anche in Appello Paolo Chiappalone

Tentato omicidio Nizzari, assolto anche in Appello Paolo Chiappalone

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CHIAPPALONE Paolo cl.1964PALMI – Termina con l’assoluzione di Paolo Chiappalone il processo d’Appello per il tentato omicidio dell’avvocato Francesco Nizzari, avvenuto a Palmi il 13 novembre del 2010. I magistrati reggini hanno accolto le richieste dei difensori di Chiappalone, barbiere palmese su cui sono ricaduti i sospetti della Procura di Palmi, che lo ha arrestato il 26 ottobre del 2012 con l’accusa di aver aperto il fuoco contro Nizzari che rimase ferito gravemente, e di aver ucciso, per errore, un passante, Martino Luverà.

Paolo Chiappalone, difeso dai legali Guido Contestabile e Girolamo Curti, è stato assolto anche al termine del processo di primo grado celebrato a Palmi. Il Procuratore generale di Reggio Calabria, Alfredo Cianfarini, aveva invocato la condanna a 30 anni di reclusione, ma l’impianto accusatorio non ha retto, e Chiappalone è stato nuovamente assolto.

Secondo la ricostruzione dei fatti ad opera della Procura di Palmi, smentita per ben due volte dalle sentenze emesse dei giudici di Palmi e Reggio Calabria, il tentato omicidio di Francesco Nizzari si sarebbe consumato per mano di Chiappalone un sabato sera di 6 anni fa, mentre l’avvocato palmese rientrava a casa in via Antonio Fondacaro. Il ferimento infatti è avvenuto a pochi passi dall’ingresso del palazzo in cui l’avvocato Nizzari vive con la famiglia.

Perché proprio l’avvocato? Perché, avevano ipotizzato i magistrati della Procura di Palmi, Nizzari stava seguendo le pratiche di separazione di Chiappalone dalla moglie, fatto che avrebbe destato preoccupazione nel barbiere. E così Chiappalone avrebbe pensato di liberarsi per sempre di Nizzari, sparandogli addosso, ed a distanza ravvicinata (circa 20 mentri), una raffica di proiettili, che però non lo hanno colpito in maniera letale.

A morire fu, per puro caso, Martino Luverà, un uomo originario di San Martino di Taurianova che stava andando a far visita ad alcuni parenti.

La sentenza emessa in Appello non ha però chiarito chi sia stato a sparare quella sera.

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